Lettera aperta di Arnaldo Faro sul rigassificatore: “Gli Agrigentini con Firetto, come i Troiani con il Cavallo di Troia”

Riceviamo e pubblichiamo

L'av. Arnaldo Faro, assessore designato da Silvio Alessi
L’av. Arnaldo Faro, assessore designato da Silvio Alessi

Gli agrigentini meno accorti e, pure, la borghesia poco illuminata della Città dei Templi si comportano con Lillo Firetto, con la medesima cecità con la quale i Troiani accolsero il mitico Cavallo di Troia, che scambiarono, maldestramente, per un dono degli dei.
Per tale falso convincimento, lo introdussero all’interno delle inespugnate mura della loro città, ignorando, colpevolmente, che nel suo grembo nascondeva l’acerrimo nemico greco, che da lì a breve avrebbe messo a fiamme e fuoco la loro città, segnandone la rovina.
L’unica differenza!? Il Cavallo di Troia nascondeva il nemico, mentre Firetto è il nemico!
Ragione per cui se un’attenuante va data ai Greci, che non intuirono cecamente la realtà travestita da cavallo, nessuna può esserne invocata dagli agrigentini dal momento che Firetto appare inequivocabilmente ciò che è: il nemico, per eccellenza, della Città dei Templi;
Infatti, non più tardi del Luglio del 2011 (ma i borghesi meno illuminati hanno la memoria corta!!) egli si presentava al Consiglio di Stato, per tentare, purtroppo riuscendovi, di ottenere il ribaltamento della sentenza del Tar del Lazio, che aveva bocciato il rigassificatore che l’opera si disloca a circa un chilometro dal parco della Valle mentre la rete metaniera al suo servizio, attraverserà in pieno la Valle dei Templi;
Si dice oggi da coloro (ambientalisti ad intermittenza e non) che avendo allora avversato il rigassificatore, propugnano ora l’elezione di Firetto, che le condizioni di mercato sconsigliano di nuovi impianti; talchè sostengono che il pericolo sarebbe scampato e Firetto dunque può avere il loro lasciapassare per divenire il primo Cittadino di Agrigento, non essendo più pericoloso per la città quale propugnatore dell’opera.
In proposito di tale sbilenca tesi, eloquente appare un esempio : se taluno vi puntasse addosso un’arma carica ed, indi, azionasse il grilletto per uccidervi ed il colpo non partisse, perchè la pistola si è inceppata, voi invitereste l’attentatore a pranzo a casa vostra?
Fuor di metafora è ciò che ha fatto Firetto: il rigassificatore, non si farà, non per una sua espressa volontà , ma perchè un fattore esterno ne impedirebbe la realizzazione. Firetto non ha chiesto scusa alla Città di Agrigento per il misfatto compiuto ed anche quando lo facesse, nulla potrebbe fare per impedire la realizzazione dell’opera dannosa: infatti il suo impegno per il rigassificatore non è stato a titolo personale , ma quale uomo delle istituzioni e primo cittadino di Porto Empedocle; nè egli ha un potere di veto, rispetto alla realizzazione dell’opera, che peraltro sarebbe del tutto inconciliabile , sul piano giuridico e formale, con gli impegni che egli stesso ha assunti con il Comune di Porto Empedocle, con i cittadini della stessa città e con l’Enel stessa. Neppure tale potere di veto spetta più oramai alla Citta di Agrigento, che potrebbe solamente mobilitare la propria opinione pubblica per impedirne la realizzazione; ma di certo non un’opinione pubblica capeggiata dall’incompatibile Firetto.
Infatti se l’opera , come appare probabile dovesse realizzarsi (non più tardi di qualche mese fa Firetto, infatti, annunziava l’inizio dei lavori , che sono in corso, mentre la autorizzazione è vigente, Giano Bifronte (alias Firetto) non saprebbe dove stare e come collocarsi, se in favore degli empedoclini o degli agrigentini, ma in ogni caso, nell’una e nell’altra situazione apparirebbe un traditore : o degli interessi degli empedoclini , che prima sono stati ammaliati dal Firetto, sulla validità del progetto industriale a discapito dell’ambiente e che ora aspettano l’indennizzo loro ad personam e per famiglia promesso, quale ulteriore misura compensativa; o viceversa degli agrigentini, assumendo una posizione neutrale o di distacco o comunque , di non aperta avversione al Rigassificatore ed ai quali ha promesso (per voce delle sue quinte colonne ambientaliste) per compiacerli durante le elezioni, che il Rigassificatore non ha da farsi!
Ed allora , per favore , agrigentini, smettetela , smettiamola, di farci male, con le nostre stesse mani; abbiate il coraggio di guardare in faccia la realtà e negli occhi i vostri figli ed assumete l’unica decisione possibile: rispedite lo straniero, Firetto-Cavallo di Troia a casa propria. Rimandatelo ai suoi emissari (quei politici che lo sorreggono: loro ben sanno come si può fare danno alla Città di Agrigento, come si può stare a scaldare mentre la gente muore di fame , senza emettere un grido di dolore in nome e per conto della sofferente comunità che li ha eletti.
Dovrà essere, quella qui suggerita, una decisione unanime, una risposta corale, per dare un segno netto e preciso che si risolva in un’unica incisiva espressione : io non ci sto!
Qualche defezione potrà essere tollerata per coloro che facendo confusione e non avendo studiato il greco, ritengono che Akragas, prenda il nome dal Gas e dunque piuttosto che patrimonio dell’Umanità la Valle sia il patrimonio di Firetto, dell’Enel o di chiunque altro abbia in mente di realizzare il Rigassificatore, ritenendolo appropriato al contesto economico-ambientale di Agrigento o magari soltanto idoneo a qualche speculazione.
A proposito, non appare disutile rammentare alla corta memoria degli agrigentini, che tale opera oltre a non apportare alcunché all’asfittico mercato del lavoro provinciale, costerà 880 milioni di euro, di cui il 60% saranno spesi per movimento terra!!!!!!
Chi ha orecchie da intendere, intenda!
Arrivederci, nell’augurio che per Troia sia un nuovo giorno.

Avv. Arnaldo Faro

Assessore designato giunta Silvio Alessi

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