Ars, presentato disegno di legge per riforma delle IPAB

E’ stato presentato all’Assemblea Regionale Siciliana un importante disegno di legge per la riforma delle Istituzioni Pubbliche di Assistenza e Beneficenza (I.P.A.B.), che operano in  Sicilia.

Primi firmatari il presidente della prima Commissione legislativa on. Stefano Pellegrino, il V. presidente dell’ARS on. Giovanni Roberto Di Mauro ed il deputato del Movimento 5 Stelle on. Angela Foti.

La riforma, attesa in Sicilia da quasi vent’anni, oltre che ad assolvere ad un obbligo di legge previsto dalla Legge n. 328 del 2000 “Legge quadro per la realizzazione del sistema integrato di interventi e servizi sociali” e dal  conseguente Decreto Legislativo n. 207 del 2001, darà risposte certe ad un settore in profonda crisi da alcuni decenni.

Le II.PP.A.B. siciliane occupano 750 dipendenti pubblici di ruolo e circa 1.300 lavoratori a tempo determinato e professionisti in convenzione (Assistenti sociali, psicologi, infermieri professionali, fisioterapisti, educatori, animatori) ed assistono oltre 2.500 utenti (anziani, minori,disabili, immigrati).

Inestimabile il patrimonio immobiliare delle II.PP.A.B., dal valore di svariati milioni di euro, in alcuni casi di grande pregio storico-artistico- monumentale.

Le II.PP.A.B. vivono una grave crisi finanziaria, dovuta sia alla costante riduzione del contributo previsto dalla legge regionale n. 71/82, passato da quasi 10 milioni di euro l’anno, alle 1.698 migliaia di euro  del corrente anno (addirittura nell’anno 2015 non è stata prevista in bilancio alcuna somma), sia al costante aumento del costo dei servizi erogati, a fronte di rette di ricovero il cui importo è stato stabilito con un D.P.R.S. del 1996, salvo qualche adeguamento ISTAT.

Inoltre, nonostante la numerosa e puntuale normativa nazionale e regionale sull’integrazione socio-sanitaria per gli utenti non autosufficienti, ad oggi le Aziende Sanitarie Provinciali, non riconoscono gli importi a loro carico o, comunque,  pagano con notevole ritardo e, spesso, dopo procedimenti giudiziari.

Le II.PP.A.B. siciliane, tranne pochissime eccezioni, non sono inserite nella programmazione regionale e distrettuale del sistema integrato degli interventi e servizi sociali e socio-sanitari, nonostante la previsione della L. n. 328/2000 ed il D.P.R.S. del 4 novembre 2002.

I comuni, infine, per le note difficoltà di cassa, liquidano le rette di ricovero, anch’essi, con grandi ritardi, spesso oltre un anno dalla presentazione delle fatture/note contabili.

Tale situazione ha prodotto gravi disavanzi nella gestione finanziaria delle II.PP.B.A.(che complessivamente ammontano a circa 40 milioni di euro), con ritardi nei pagamenti degli stipendi al personale e delle fatture ai fornitori. In alcuni casi il ritardo nel pagamento degli stipendi ammonta ad oltre 24 mesi.

Alcune di loro, per le suddette motivazioni, da qualche anno hanno cessato l’attività, altre hanno avviato il procedimento di estinzione.

I capisaldi del disegno di legge che riformerà le II.PP.A.B siciliane sono:

La trasformazione delle II.PP.A.B. in Aziende pubbliche di servizi alla persona o in Fondazioni di diritto privato;

La estinzione o la fusione delle II.PP.A.B. che non svolgono attività da due anni;

Il piano aziendale di risanamento finanziario per rientrare dal disavanzo entro cinque anni;

Il fondo per il funzionamento delle II.PP.A.B. ;

Il fondo di rotazione per l’anticipazione su fatture delle rette di ricovero che i comuni liquidano in ritardo;

L’integrazione sanitaria per gli utenti non autosufficienti con la compartecipazione finanziaria delle Aziende Sanitarie Provinciali;

L’inserimento delle II.PP.A.B. nella programmazione regionale e distrettuale dei servizi socio-assistenziali e socio-sanitari;

La valorizzazione del patrimonio immobiliare, con la possibilità di dismissione dei beni non utilizzati per le attività assistenziali e di nessun pregio storico-artistico- monumentale;

La salvaguardia dei livelli occupazionali del personale;

La possibilità di applicare alcune delle norme previste nel disegno di legge, anche alle strutture residenziali gestite da enti no profit del terzo settore (Cooperative sociali, associazioni, ecc).

Il disegno di legge di riforma inizierà il suo cammino parlamentare in prima Commissione Legislativa “Affari istituzionali” per essere, successivamente, incardinato nei lavori d’Aula.

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