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Cupa, giovedì una marcia contro la chiusura

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Gli studenti del Polo Universitario di Agrigento da ieri sono in assemblea permanente, nonostante le rassicurazioni verbali giunte dall’Assessore Mariella Lo Bello, nonché vice presidente della Regione Sicilia, ed hanno indetto una marcia per sensibilizzare interventi volti a scongiurare la chiusura. La marcia partirà dalla sede di via Quartararo per concludersi davanti la Provincia.

Intanto, la presidente del Polo Universitario cerca di tranquillizzare gli studenti e i dipendenti del CUPA che da ieri mattina hanno “occupato” pacificamente la struttura di contrada Calcarelle.

«Ho notizie – ha aggiunto la preside Immordino – da parte dell’assessore e vice presidente della Regione, Mariella Lo Bello, che sarebbe stata trovata una soluzione tecnica per impedire al Cupa di chiudere».
Secondo la Immordino, la Regione “farà in modo di ridurre la somma che prima veniva erogata al Cupa all’ex Provincia dalla spesa corrente, in modo da evitare lo sforamento del patto di Stabilità. L’ente, quindi, potrà rientrare nel Cupa e finanziare la stessa somma che prima veniva erogata, cioè 750 mila euro”.

Continueremo a non frequentare le lezioni e a non fare attività didattica fino a quando queste rassicurazioni non si tramutino in fatti e quindi in documenti ufficiali – dicono dal canto loro gli studenti -. Agrigento e la popolazione studentesca non meritano l’ennesima mortificazione del Diritto allo studio che stavolta sembra essere decisiva. Non ci accontentiamo più di soluzioni tampone, come quelle avute in tutti questi anni, il diritto allo studio e la cultura necessitano di stabilità e certezze; obiettivi raggiungibili solo ed esclusivamente con un impegno forte e duraturo da parte della Regione che non può tirarsi indietro dinanzi ad un valore fondamentale quale l’istruzione volano, della crescita e dello sviluppo di Agrigento e della sua popolazione”.

Gli studenti non escludono la possibilità di intraprendere azioni di protesta più forti rispetto a quelle attuali, se nel giro di pochi giorni non dovessero arrivare i primi risultati concreti.