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Sanità: meno bimbi grassi a 9 anni ma Italia al top in Ue per obesità infantile

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Roma, 21 dic. (AdnKronos Salute) – Un piccolo miglioramento per i bambini italiani sul fronte dell’eccesso di peso: sono infatti meno i piccoli di 8-9 anni extralarge. Ma l’Italia resta ancora ai primi posti in Europa per obesità, con il 20,9% di bimbi in sovrappeso e il 9,8% obeso. Sono i risultati, presentati oggi a Roma, del Sistema di sorveglianza nazionale Okkio alla Salute, promosso dal ministero della Salute/Centro per il Controllo e la prevenzione delle Malattie(Ccm), all’interno del programma strategico ‘Guadagnare salute – rendere facili le scelte salutari’, e coordinato dall’Istituto Superiore di Sanità, in collaborazione con il ministero dell’Istruzione dell’Università e della Ricerca, le Regioni e le aziende sanitarie locali.

I dati 2014 indicano che dal 2008 a oggi sono diminuiti i bambini di 8-9 anni in sovrappeso oppure obesi. Restano però elevati i livelli di eccesso ponderale, che pongono l’Italia ai primi posti in Europa per sovrappeso e obesità infantile. In particolare, i dati del 2014 confermano che il fenomeno è più marcato nelle Regioni del sud e del centro. Per quanto riguarda le abitudini alimentari, che possono favorire un aumento di peso, specie se concomitanti, dai dati 2014 emerge che l’8% dei bambini salta la prima colazione; il 31% fa una colazione non adeguata (ossia sbilanciata in termini di carboidrati e proteine); il 52% fa una merenda di metà mattina abbondante; il 25% dei genitori dichiara che i propri figli non consumano quotidianamente frutta e/o verdura.

E ancora: il 41% dei genitori dichiara che i propri figli assumono abitualmente bevande zuccherate e/o gassate. Si registra una diminuzione rispetto alla precedente indagine del consumo di una merenda abbondante e di bevande zuccherate e/o gassate. Non cambiano rispetto al passato i dati su movimento e sedentarietà: il 16% dei bambini non ha svolto attività fisica il giorno precedente l’indagine; il 18% pratica sport per non più di un’ora a settimana; il 42% ha nella propria camera la tv; il 35% guarda la tv e/o gioca con i videogiochi più di 2 ore al giorno; 1 bambino su 4 si reca a scuola a piedi o in bicicletta.

I genitori – spiegano gli esperti – non sempre hanno un quadro corretto del problema ponderale del proprio figlio: dai dati 2014, come nel passato, emerge che tra le madri di bambini in sovrappeso o obesi, il 38% non ritiene che il proprio figlio abbia un eccesso di peso e solo il 29% pensa che la quantità di cibo da lui assunta sia eccessiva. Inoltre, solo il 41% delle madri di bambini fisicamente poco attivi ritiene che il proprio figlio svolga poca attività motoria.

“Gli stili di vita sono un determinante riconosciuto delle malattie croniche non trasmissibili – si legge in una nota del ministero della Salute – ed hanno un forte impatto sulla salute. Attraverso Programmi (Guadagnare salute) e Piani nazionali (Piano Nazionale della Prevenzione) l’Italia ha rafforzato le azioni volte alla promozione di stili di vita sani, sviluppando con un approccio ‘intersettoriale’, interventi volti a modificare i comportamenti individuali non salutari e a creare condizioni ambientali che favoriscano corretti stili di vita. Sovrappeso ed obesità, in particolare per la diffusione tra i bambini, rappresentano una sfida rilevante per la sanità pubblica. OKkio alla Salute è un valido strumento per identificare i problemi, programmare interventi mirati e valutare l’efficacia di quelli attuati”.

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