Nota della CGIL: Esodati, l’ultima bufala

Riceviamo e pubblichiamo

«AI cinque provvedimenti di salvaguardia emanati dalla riforma del dicembre 2011(Fornero) a oggi, se ne aggiunge un sesto, che dovrebbe assicurare l’applicazione della disciplina precedente per il pensionamento a tutti coloro che avevano perso involontariamente l’occupazione o erano in carico a fondi di solidarietà.
La sesta tutela riguarda 32.100 lavoratori rimasti senza stipendio né assegno INPS nella maggioranza dei casi (circa 20mila) erano già ricompresi nei precedenti provvedimenti e per i quali è stato spostato di un anno il termine per il diritto alla pensione (al 6 gennaio 2016).
In particolare sono interessati:
-8.800 lavoratori licenziati o cessati per accordi individuali o collettivi di incentivo all’esodo,
-4.000 lavoratori con contratto di lavoro a tempo determinato cessati tra gennaio 2007 e dicembre 2011, non rioccupati a tempo indeterminato.
– 1.800 lavoratori in congedo nel 2011.
I lavoratori in questione devono presentare domanda alla Direzione Territoriale per il lavoro entro il 5 gennaio 2015 , utilizzando moduli e istruzioni forniti dal Ministero.
Per tutti viene richiesto il perfezionamento dei requisiti per la pensione con le regole pre-riforma entro il 6 gennaio 2016.
Contemporaneamente e’ stato presentato un ordine del giorno , da parte della Commissione lavoro e di responsabili INPS, che, sostanzialmente, dichiara come sia concluso il capitolo esodati, escludendo così nuovi provvedimenti di salvaguardia, salvo eventualmente alcuni interventi per casi specifici.
L’ordine del giorno dice il falso.
Non è vero che tutti gli esodati sono stati salvaguardati ma vi sono ancora circa 50mila lavoratori rimasti fuori (senza stipendio, né pensione o tutela) dai provvedimenti fin qui approvati ed un comitato degli esodati,istituitosi appositamente per la difesa dei loro diritti, chiede un intervento del Ministro del Lavoro Giuliano Poletti e della Commissione di Vigilanza sugli Enti Previdenziali, per rendere noto a tutti l’esistenza del problema e la necessità di un nuovo provvedimento a protezione degli esodati rimasti.

Agrigento,18 novembre 2014

Pio Capodieci Piero Mangione