Il caos della Sagra. Federalberghi censura l’Amministrazione

Riceviamo e pubblichiamo la nota di Federalberghi Agrigento

Francesco Picarella, presidente di Federalberghi Agrigento
Francesco Picarella, presidente di Federalberghi Agrigento
Alla luce dell’esposizione oggi del “non programma” della sagra 2014 da parte dell’amministrazione comunale è necessario analizzare tale importante evento per l’economia cittadina, non dal punto di vista politico ma pratico.
Dopo svariate riunioni lo sconcerto degli albergatori di questa associazione per il comportamento ondivagante, approssimativo dell’Amministrazione Comunale è stato unanime.
La improvvisa decisione di spostare la data da tempo programmata della settimana 31 gennaio/9 febbraio, peraltro recentemente confermata dallo stesso assessore al turismo avv. Lo Presti, ad una generica ed approssimativa data dall’8 febbraio al 16 marzo, non trova giustificazione alcuna.
Ancora una volta l’Amministrazione Comunale mostra la propria inettitudine e confusione operativa, trasformando un blasonato ed importante evento internazionale, che tanto lustro ha dato negli anni alla città di Agrigento, in una misera sagra paesana dall’incerto futuro.
Una sagra paesana priva di mordente e di vere prospettive e benefici per il territorio.
Il turismo è una cosa seria, un settore trainante e prioritario ma formato da delicatissimi elementi che non possono essere trattati grossolanamente.
L’Amministrazione sembra sconoscere tutto ciò.
In questo senso gli operatori del turismo svolgono un ruolo essenziale ed insostituibile, mentre in effetti vengono trattati come semplici ospiti, veri convitati di pietra cui si danno delle mere comunicazioni, peraltro tardive e del tutto inadeguate.
La “Sagra del Mandorlo in Fiore” è un evento straordinario, che ci invidia il mondo intero e va programmato almeno un anno prima, specificando in dettaglio gli eventi ed i passaggi più rilevanti.
Questo comporta che gli albergatori possono proporre alle agenzie ed ai tour-operator internazionali l’intero programma, trasmesso quindi all’intero mondo del turismo.
I turisti, quindi, avranno tutto il tempo di decidere e programmare la loro visita ad Agrigento per gli eventi della Sagra.
Gli albergatori malgrado l’incertezza e confusione più totale della Amministrazione, ogni anno tentano di invogliare attraverso questi canali ufficiali la presenza di turisti per la Sagra e, con sforzi notevoli, riescono ad ottenere prenotazioni internazionali.
Improvvisamente, all’ultimo momento, le date dell’evento vengono spostate, le prenotazioni annullate ed il danno e la perdita di credibilità del tutto evidenti.
Ulteriore elemento di confusione è la presenza di alcuni semplici consiglieri comunali che intervengono ripetutamente sulla materia a nome e per conto dell’Amministrazione negli incontri con gli albergatori e, privi di esperienza e di specifica competenza, contraddicono l’azione originaria dell’Amministrazione stessa.
Un vero caos dove non si capisce più niente.
Dall’albo pretorio si apprende di una recentissima determina sindacale del 21 gennaio con la quale l’Amministrazione si avvale della consulenza del consigliere Andrea Cirino “finalizzata ad una migliore riuscita della Sagra 2014 ivi compresi i relativi aspetti artistici ed organizzativi”
Si resta interdetti. E’ del tutto evidente l’approssimazione dell’Amministrazione Comunale che più opportunamente, in tempo utile, avrebbe dovuto chiamare a consulente persone di qualificata e documentata esperienza e consultare costantemente gli operatori del turismo per ottimizzare l’evento Sagra.
Invece, le scelte sciagurate dell’Amministrazione di individuare consulenti nell’ambito della politica, privi di specifica e qualificata esperienza nel delicato settore del turismo è, ancora una volta, la dimostrazione di pressapochismo e confusione operativa che tanto danno provoca alla città ed alle sue prospettive di sviluppo che principalmente nel turismo sono fondate.
Agli operatori del turismo sfuggono del tutto i criteri di scelta dell’Amministrazione.
Qual è la logica? Chi accerterà i danni di tali scelte? Che ne sarà dell’immagine turistica di Agrigento? Come potrà essere mai recuperato il suo antico prestigio acquisito negli anni?
Alla luce di tali considerazione, sicuri che questa sagra non avrà nessun ritorno turistico e conseguente beneficio economico generale, auguriamo alla cittadinanza buon di divertimento.