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Jannuzzo “Recital” al Costabianca

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Gianfranco Jannuzzo torna al teatro Costabianca di Realmonte dopo il grande successo dello scorso anno, quando propose il suo “Girgenti Amore Mio”.
“Nemo profeta in patria non è un detto che mi si addice” ha dichiarato Gianfranco Jannuzzo incontrando i giornalisti in un hotel di Agrigento. “Per fortuna – ha spiegato – ogni volta che vengo ad Agrigento per proporre un nuovo spettacolo, vengo sempre accolto con grande entusiasmo e simpatia. Ho accettato ben volentieri l’invito del sindaco di Realmonte e ritorno dopo un anno al Costabianca con uno spettacolo che vuole essere un riconoscimento all’arte della recitazione.
Recitare è un gioco, lo spettatore sa che quello che vede è una finzione, ma l’attore deve essere così bravo dal far credere a chi lo guarda che sia realtà, ed io mi sento molto fortunato nell’aver potuto fare di una passione, il mio lavoro”.
La Sicilia ed i siciliani saranno al centro dello spettacolo, scritto insieme a Renzino Barbera. Jannuzzo proporrà alcuni suoi storici cavalli di battaglia, e molte novità e testi inediti, il tutto con l’ausilio di un coro formato da 40 cantanti.
Jannuzzo coglierà l’occasione per schierarsi idealmente con il ministro dell’Integrazione, Cécile Kyenge, al centro di numerose offese dopo che un esponente della Lega l’ha paragonata ad un orango.
“Noi agrigentini – ha detto l’attore – veneriamo San Calogero, un santo nero, e non possiamo accettare tutto questo”.
Per questo motivo, nel corso dello spettacolo, il coro eseguirà “Va pensiero” “un brano di cui i leghisti si sono impadroniti ma che è di tutti noi italiani” – ha spiegato l’attore.
Gianfranco Jannuzzo, non perde l’occasione per spronare gli agrigentini a non piangersi addosso: “Ogni volta che torno ad Agrigento, sento sempre le solite lamentele, ma mi accorgo però che la città è viva, pulsante. Sta a noi agrigentini scuoterci per migliorarci”.
L’appuntamento con “Recital” è per mercoledì 7 agosto alle ore 21,00 al Teatro Costabianca, ed al termine dello spettacolo sarà offerto ‘u pani cunzatu’. Un motivo in più per non perdersi quest’opera.

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