Si è tenuta ieri, nell’aula consiliare del Comune, la “riunione di pubblico accertamento” richiesta dal ministero per le Politiche agricole per il riconoscimento del marchio Comunitario I.G.P. (Identificazione geografica protetta) per la “Pescabivona”. Oltre ai
funzionari dello stesso ministero, i dottori Di Bartolomeo e Morelli, erano presenti i produttori e le organizzazioni professionali e di categoria: fra tutte, la società consortile “Pescabivona” con il suo presidente Pietro Napolitano, la Cia provinciale con il presidente Pippo Di Falco, il prof Antonelli dell’Università di Modena che ha contribuito alla redazione del disciplinare di produzione, l’agronomo Massimo Petruzzelli cui è stato affidato il coordinamento della azioni fin qui svolte.
Al tavolo, oltre ai tecnici del ministero e dell’ass.to regionale, il sindaco Giovanni Panepinto, l’assessore regionale per le Politiche agricole Dario Cartabellotta, l’assessore comunale Vincenzo Balsamo ed il presidente del Consiglio Gaspare Bruno.
Presenti numerose autorità civili e religiose, oltre a diversi politici della zona montana, tra cui il sindaco ciancianese Salvatore Sanzeri ed uno dei due candidati a succedergli alle prossime comunali, Santo Alfano.
Il sindaco Giovanni Panepinto ha, tra l’altro, sottolineato l’intenzione, in attesa della conclusione dell’iter, di chiedere “una salvaguardia a livello nazionale della produzione: ho visto in giro tentativi di contraffazione, e chi dice di vendere la ‘Pescabivona’ spesso non sa nemmeno da quale zona provenga veramente questo prodotto. Si tratta di garantire, anche con controlli serrati, i produttori che rispettano il disciplinare e garantire un prodotto di qualità sul mercato che, con il marchio Igp, sarà ancora più ampio”.
L’assessore Vincenzo Balsamo:“Con il passaggio odierno abbiamo raggiunto un importante traguardo: seguiremo passo passo il resto del procedimento, collaborando con i produttori locali anche per una migliore promozione della nostra pesca, unica al mondo nel suo genere”.
Dopo un decennio circa di pratiche burocratiche, è quindi giunto finalmente al termine il laborioso iter che ratificherà a livello Comunitario che la produzione di pesca a polpa bianca, già indissolubilmente legata al territorio che ricade nei comprensori montani di Alessandria, Bivona,Cianciana, Santo Stefano Quisquina e San Biagio Platani, è differente da ogni altra della stessa tipologia prodotta in qualunque altra zona.
Al risultato ed alla redazione del disciplinare di produzione hanno i docenti della Facoltà di Agraria dell’Ateneo palermitano oltre che dalla Soat di Cianciana, l’Istituto Zooprofilattico Sperimentale della Sicilia ed il Dipartimento di Scienze agrarie e degli alimenti dell’Università degli Studi di Modena e Reggio Emilia. A collaborare la Società consortile in questo processo è stato il dottore agronomo Massimo Petruzzelli.