Chiusura del centro diagnostico Inps, proficuo incontro tra Spi e Direzione Inps

Utile e positivo il richiesto incontro sulla chiusura del Centro Diagnostico e di Medicina Legale dell’INPS di via Unità d’Italia, i cui locali risultavano e risultano sovra dimensionati e super costosi, rispetto al fabbisogno dell’Istituto.
Per la CGIL fare economia è giusto sempre, ma quando si impongono sacrifici dolorosi alle famiglie risulterebbe delittuoso mantenere attive tante diseconomie esistenti.
L’affitto di quei locali a 250 mila euro l’anno, sicuramente chiama in causa precise responsabilità dell’INPS..
Come si sa l’INPDAP è confluito nell’INPS con il suo patrimonio immobiliare e professionale e, quindi, deve avere corso una coesione operativa che deve assicurare alla vasta gamma di “utenti” accoglienza dignitosa ed agli operatori e servizi agibilità funzionale nei relativi ambienti.
Queste cose lo SPI provinciale e regionale ha declinato allo Staff direzionale dell’INPS e dell’INPDAP regionali che costituiva l’ampia Delegazione trattante.
Via Picone è già inagibile oggi e per evitare ulteriori problemi al traffico urbano, agli “utenti” che non sono solo gli inabili – invalidi civili, ed ai residenti domani quando tutti i servizi dovranno essere attivi in quella sede per via del trasferimento certo di quanto allocato in via Unità d’Italia.
Il palazzo storico dell’INPS va, comunque, ristrutturato, hanno spiegato i Tecnici presenti all’incontro, mentre lo SPI – CGIL ha ribadito che stante l’attuale stato delle cose serve il fertile utilizzo dei due anni di lavori, per cercare possibili altre soluzioni, rendendo, tra l’altro realizzabile nel 2015 lo sgombero totale dell’ex INPDAP per mettere a reddito (vendita o affitto) quei locali.
In questa direzione marcia la richiesta sindacale di eliminare la ingiustificata mortificazione imposta a chi viene chiamato a visita accertativa o di controllo per patologie terminali e/o irreversibili, dovendosi portare a questo o altro Centro Diagnostico in ambulanza o taxi, quando c’è l’opzione della visita domiciliare o la semplice acquisizione della documentazione sanitaria rilasciata da strutture pubbliche.
Dopo di che se è vero che entro il 2015 andranno in pensione, come affermato al tavolo di incontro di Palermo, 24 unità, risulta chiaro, sin da ora, che il solo palazzo di via Picone, sarà sufficiente a contenere operatori ed assistiti, anche in ragione della graduale e irreversibile caduta dell’assistenza allo sportello, per la crescente comunicazione telematica diretta tra cittadino ed Ente che avverrà in tempi reali.
Quindi è stato convenuto che nelle prossime settimane si avranno degli incontri sulla “rispalmatura” dei servizi e di parte del personale, sul progetto di ristrutturazione dell’immobile di via Picone e sull’esistente Piano di razionalizzazione logistico delle agenzie di Canicattì, Licata, Bivona, Sciacca.
Appuntamenti che saranno concordati col Direttore Provinciale (presente all’incontro) e coi Tecnici della Direzione regionale:ovviamente con le Rappresentanze sindacali aziendali e con il sindacato dei pensionati della CGIL.