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L’Urna del Cristo morto di San Giovanni Gemini, un capolavoro d’arte che ha ritrovato il suo splendore

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“Un simbolo della devozione filiale della comunità dei credenti e dell’immenso amore di Cristo che ha condiviso le nostre sofferenze e le ha prese su di sé per vincerle”: queste le parole con cui Don Luca Restivo, Arciprete di San Giovanni Gemini, ha benedetto e inaugurato l’Urna del Cristo morto che ha potuto così essere portata in processione il Venerdì Santo 2022 per le vie del paese. La comunità di San Giovanni Gemini ha così riavuto l’Urna della Chiesa Madre di San Giovanni sapientemente restaurata dalla palermitana Ivana Mancino grazie a degli interventi durati un anno e mezzo. L’intero importo del restauro è stato offerto dalla Professoressa Irene Catarella in onore dello zio Vescovo di Piazza Armerina Antonino Catarella, a memoria della grande bontà di un uomo che ha sempre messo al primo posto la carità, come si evidenzia dal suo motto episcopale Ut essem sancti in charitate.

“L’Urna del Cristo morto accoglie tutte le sofferenze del mondo per renderci più sensibili nei riguardi dei nostri fratelli e delle nostre sorelle. Mai come adesso in cui siamo impauriti da guerre e pandemie, è importante meditare sul mistero del dolore e del suo riscatto attraverso il Crocifisso”, ha affermato la Professoressa Catarella. Ivana Mancino, presente alla benedizione, ha illustrato brevemente i lavori fatti che hanno riportato alla luce i brillanti colori originari del finto marmo, le decorazioni floreali, le eleganti “zampe” leonine appoggiate su un basamento processionale appositamente costruito. L’illuminazione è stata realizzata da Pietro Matraxia. Un vero capolavoro d’arte del Settecento che rischiava di essere inutilizzabile per le condizioni fatiscenti in cui versava. Adesso è visibile in tutto il suo splendore nella cappella dell’Addolorata all’interno della Chiesa Madre del paese.

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