Lega Pro, l’Ischia emigra sulla “terraferma”? Si dimette il patron Rapullino

Il presidente dell’Ischia Isolaverde, Luigi Rapullino, è pronto a dimettersi.
Secondo quanto riportato da “Tuttolegapro.com” il 21 settembre, il presidente in carica, rassegnerà le sue dimissioni, pur rimanendo a disposizione della società per portare avanti tutti gli impegni assunti, e ad annunciarlo è lo stesso numero 1 attraverso una lunga lettera aperta, di cui riportiamo i passaggi essenziali.

Il patron precisa intanto la tanto discussa decisione di portare il quartier generale della squadra sulla terraferma, dovuta al fatto che un appello all’isola era stato fatto anche dalla precedente proprietà, ma: “come a tutti è noto, non ha avuto seguito. Successivamente il sig. Di Bello ha ritenuto fondamentale il coinvolgimento di una quota della società facendo lo stesso appello sulla “terraferma: la struttura dei Kennedy si è proposta come base logistica, sottoscrivendo anch’essa una quota importante nella società. Per finire è stato coinvolto il sottoscritto che ha ritenuto valido il progetto e mi sono impegnato con la mia azienda a sottoscrivere un contratto di sponsor importante, rilasciare la fideiussione bancaria e accettare la carica di presidente proposta dal Cda. Appena insediatomi, ho ritenuto doveroso incontrare un gruppo di tifosi che lamentavano la questione degli allenamenti sulla terraferma. In quell’occasione, purtroppo, ebbi una chiusura totale sulla questione”.

Parla – prosegue Tuttolegapro.com – poi dei tanti colloqui avuti con tifosi e amministrazioni: “Il sottoscritto ha avuto sempre la più ampia disponibilità a portare avanti qualsiasi tipo di colloquio nel rispetto di una passione che contraddistingue il tifoso di una squadra di calcio. Ho sempre affermato che laddove ci fosse pervenuta una proposta concreta da parte di imprenditori o tifosi dell’isola e la compagine societaria da me rappresentata avrebbe creato difficoltà io mi sarei DIMESSO. Tale mia posizione ad oggi non cambia. Nell’incontro di domenica 06.09, subito dopo la partita vinta dall’Ischia, ho avuto un incontro lampo di 10 minuti con una ventina di tifosi dove mi dicevano che erano pronti ad organizzare una serie di attività che avevano lo scopo di recuperare contributi per permettere alla squadra il ritorno sull’isola. […] Nell’incontro avuto venerdì 11.09 presso lo studio del Dott. Senese […] furono esposte una serie di problematiche che la società avrebbe dovuto affrontare nel caso in cui la squadra si sarebbe trasferita sull’isola. Una di queste problematiche era la sistemazione della squadra e staff Berretti, che avremmo corso il rischio che il Kennedy, nel momento in cui la prima squadra si sarebbe trasferita, avrebbe richiesto la liberazione di tutti i campi impegnati per l’Ischia”.

Per quanto invece riguarda la questione stadio: “A tal proposito giusto per dirla tutta, il Comune ci ha richiesto il pagamento dei canoni degli anni precedenti che non sono stati pagati. L’unico accenno che abbiamo fatto con la delegazione riguardo al “Rispoli” (il vecchio stadio dell’Ischia, ndr) è stata che abbiamo difficoltà in quanto, vista la notevole quantità di squadre che usufruiscono di quella struttura, l’assegnazione per l’Ischia è solo per il giovedì e venerdì pomeriggio (dalle 14 alle 16) e che avremmo dovuto parlare con il comune per vedere come si poteva risolvere questo grave problema. Di certo non possiamo allenarci al Mazzella e rischiare di rovinare il campo”.

Avendo sottolineato il tutto, il Rapullino afferma che, durante un ulteriori incontro, ha proposto che il contributo raccolto dai tifosi, cui accenna nei passaggi precedenti, sia utilizzato per “ingaggiare uno o due giocatori che ci facessero fare un’ulteriore salto di qualità. La proposta era quella di cedere una quota della società alla delegazione, garantirgli un posto nel Cda in modo che avrebbero avuto la possibilità di verificare tutto l’operato della società e soprattutto tutti i sacrifici economici della compagine societaria”. Proposta poi non accettata.