In occasione della IV Edizione del Premio del Paesaggio del Consiglio d’Europa, il Ministero dei Beni e delle Attività Culturali e del Turismo ha avviato, come per le precedenti edizioni, una procedura concorsuale per la ricognizione delle azioni esemplari svolte nel territorio nazionale al fine di individuare la Candidatura italiana al Premio. Tra i migliori 10 progetti premiati con una menzione speciale c’è anche quello promosso da Ferrovie Kaos, associazione convenzionata con Fondazione FS Italiane, che da anni opera nella riqualificazione e nella rifunzionalizzazione dell’area ferroviaria di Porto Empedocle. Il Ministero ha valutato i progetti sulla base delle azioni messe in campo nei rispettivi ambiti territoriali, tanto con riguardo agli esiti coinvolgenti l’assetto dei luoghi ed i valori ambientali, paesaggistici e storico-testimoniali (da questi espressi, che in considerazione dei risultati ottenuti in termini di sviluppo economico sostenibile e di crescita civile e culturale delle comunità locali. “Un grande traguardo che ci ripaga dei tanti sforzi ad oggi fatti – si legge in una nota – e che ci sprona a continuare il cammino intrapreso 5 anni addietro, quando abbiamo messo piede, per la prima volta, nella bella e dimenticata stazione di Porto Empedocle C.le, grazie ad un primo accordo di comodato raggiunto con Rete Ferroviaria Italiana, finalizzato al recupero di quell’area. A darci fiducia – ricorda il Presidente di Ferrovie Kaos Pietro Fattori – due grandi dirigenti ai quali siamo rimasti negli anni molto legati: l’ingegnere Filippo Palazzo, all’epoca direttore della DTP di Palermo, e l’ingegnere Manfredi Todaro dirigente dell’asset Terminali e servizi del tempo”.

“All’inizio della nostra avventura – si legge ancora – abbiamo trovato una situazione scoraggiante: i vandali, infatti, avevano deturpato lo splendido ed inestimabile patrimonio architettonico dell’impianto ottocentesco, arrecando gravi danni alle infrastrutture. I soci volontari hanno prima recuperato l’intera area, ripulendola, e poi progressivamente anche i vari edifici concessi in convenzione da RFI. Un lavoro durato anni, e che dura ancora oggi, concretizzatosi con la convenzione con Fondazione FS Italiane, diretta dall’ingegnere Luigi Cantamessa, l’ente che ha promosso il recupero della ferrovia dei templi dopo due anni di chiusura e, addirittura, il suo prolungamento fino alla stazione di Porto Empedocle Succursale, chiusa da 30 anni. Dopo il riconoscimento dell’interesse culturale del Parco Ferroviario di Porto Empedocle da parte dell’Assessorato ai Beni Culturali della Regione Siciliana, che ha emesso un decreto di vincolo, arriva questo prestigioso riconoscimento, che proietta la Stazione di Porto Empedocle Centrale a livello nazionale. Siamo fieri di aver dato il nostro piccolo contributo alla costruzione di una grande ferrovia turistica, mantenendo inalterato l’assetto di una delle ultima stazioni ferroviarie rimaste tali e quali dall’ottocento ad oggi. Un patrimonio di cui tutti i siciliani devono andare orgogliosi”, conclude la nota di Ferrovie Kaos.