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Trivellazioni: senatori siciliani uniti per rompere asse tra governo e petrolieri

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“No alle trivellazioni, no all’asse tra il governo e i petrolieri, no al rischio di terremoti in Sicilia, no alla scelleratezza di concessioni petrolifere a titolo unico che dureranno 52 anni e vanno contro le direttive europee, no al rischio di sversamenti petroliferi nel Mar Mediterraneo “.

Per questo i senatori siciliani del gruppo Grandi Autonomie e Libertà (Gal), Giuseppe Compagnone (commissione Ambiente), Giuseppe Ruvolo (commissione Agricoltura), Antonio Scavone (vicepresidente vicario) e Antonio D’Alì, di Forza Italia (Commissione Bilancio), martedì 25 novembre, alle 11,00 illustreranno, durante una conferenza stampa in Sala Nassirya al Senato, la necessità di bloccare le trivellazioni nel Mediterraneo.

Inoltre, presenteranno una mozione per fermare immediatamente le concessioni previste dallo Sblocca Italia e annunceranno la nascita di un comitato promotore per un referendum abrogativo delle norme che consentirebbero l’accelerazione sulle trivellazioni.

Alla conferenza stampa sono stati invitati a partecipare tutti i deputati e tutti i senatori siciliani.

“E’ una battaglia che ci vedrà sempre in prima linea – affermano i senatori – e che dovrebbe vedere in prima linea ogni siciliano. Crocetta, complice il governo Renzi, sta svendendo la nostra terra ai petrolieri, ne vuole fare un nuovo Texas, con enormi rischi ambientali. Le aree del Mediterraneo in cui si intende posizionare le trivelle ad impatto distruttivo sono estremamente fragili, già esposte a frequenti fenomeni di inquinamento e, inoltre, presentano anche dei sistemi vulcanici sommersi tutt’ora attivi. Così facendo, dunque, si rischia di alimentare, in maniera consistente, la sismicità dal momento che la tecnica utilizzata sarà quella dell’air gun. Senza parlare delle pessime ricadute che tutto questo avrebbe sul turismo, sul settore della pesca e dell’agricoltura. Noi diciamo ‘no’ alla vendita della nostra terra ai petrolieri e diciamo ‘no’ al governo Crocetta. Il governo Renzi faccia il suo lavoro, fermi questo scempio ed emani immediatamente i decreti attuativi della direttiva 30 dell’Unione Europea”.

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