Trivellazioni. Marcolin: “Opere devastanti”

Consiglio comunale straordinario ieri sera ad Agrigento. In una città come la nostra, purtroppo, si continua a parlare (e a minacciare di realizzare) strutture che potenzialmente contengono tutti i presupposti per distruggere ancora di più un territorio già abbastanza martoriato dalla ignoranza prima dell’uomo e poi dalla politica.
Trivellazioni e rigassificatore all’ordine del giorno del Consiglio comunale aperto dove, ovviamente non sono mancate le scintille.
A tal proposito abbiamo sentito l’on. Marco Marcolin, candidato sindaco alle prossime amministrative di Agrigento e che già dopo solo alcuni giorni di sua presenza nella Città dei Templi, ha suscitato grande simpatia.
On. Che città vorrebbe trovare, in caso di elezioni? Già di problemi ne ha tanti, ci mancavano soltanto le trivellazioni in mare aperto e la realizzazione del  rigassifigatore…
“Trovo vergognoso che in una città straordinaria come Agrigento si possa parlare ancora oggi di opere così devastanti e assolutamente improduttive per il territorio locale. Nella ‘città più bella dei comuni mortali’, come la definì Pindaro, non si può e non si deve discutere di argomenti del genere. Mi chiedo e vi chiedo se è possibile parlare di una città a vocazione altamente turistica e poi gli argomenti si spostano su opere che, tra l’altro, non favoriscono nemmeno lo sviluppo industriale”.
Povera Sicilia, onorevole…
“Gia, povera Sicilia. Sembra che la vecchia Trinacria sia diventata una terra di conquista dei colossi mondiali. Del resto, petrolio ed energia elettrica comandano le sorti dell’economia non solo italiana e, quindi, cercano terreno fertile dove piantare pesantemente le loro iniziative”.
Colpa anche dei siciliani, onorevole. Gli agrigentini, ad esempio, sono quasi, rassegnati ed in balìa di ciò che accade…
“Forse fino a poco tempo fa era così. Io le posso dire una cosa: in questi due giorni che sono stato ad Agrigento ho trovato solo cordialità sorrisi, accoglienza e tanta, tanta voglia di riscatto. Non credo che ancora oggi questa gente così straordinaria sia disposta a subire le iniziative dei colossi mondiali”.
Vogliono trivellare da Siracusa a Trapani, passando ovviamente per tutta la costa agrigentina…
“Non voglio nemmeno pensare ad una ipotesi del genere. Tra l’altro mi risulta che nei pressi del mare di Sciacca vi sia l’Isola Ferdinandea, un vero e proprio vulcano sommerso che non necessita, ovviamente, di essere sollecitato da trivellazioni assai rischiose. Sottolineo anche che il tratto di costa agrigentino è considerato ad alta zona sismica. E’ possibile che queste cose devo saperle solo io e non i diretti interessati? E poi, poi quanti controsensi: la Sicilia produce oltre il 40% di tutto il fabbisogno nazionale di petrolio però (in Sicilia) si paga la benzina più alta! Ma che roba è questa?”
Provi ad immaginare, onorevole, un rigassificatore piazzato in questo tratto altamente sismico, a pochi passi dalla casa natale di Luigi Pirandello ed a poche centinaia di metri dalla Valle dei Templi…
“E continuate a voler parlare di turismo? Sarebbe questo il turismo? A me vengono i brividi solo a pensarci. Un rigassificatore che darebbe lavoro solo a pochissimi intimi e che non sarebbe assolutamente produttivo per la nostra economia. Ditemi a cosa serve allora? Occorreva trovare un sito e pensano di averlo trovato?”
Le conseguenze sarebbero anche devastanti…
“Eccome! Raffreddamento delle acque di almeno 5 gradi in un ampissimo spazio di mare; non dimentichiamo che siamo a pochi passi da San Leone e dalla Scala dei Turchi, posti che il mondo vi invidia e che devono essere tutelati e valorizzati. Altro che rigassifigatore! Finirebbero anche le capatine in barca di molti agrigentini che ho saputo in estate spaziano da San Leone verso la Scala dei Turchi, Giallonardo e Torre Salsa. E poi ancora Punta Bianca dove ho saputo che l’Esercito Italiano si ‘allena’ piazzando bombe a destra e a manca. Il vostro, scusatemi, sembra un mondo surreale. Ma davvero l’Esercito Italiano non riesce a trovare un posto diverso da Punta Bianca, che ho visto e lo ritengo meraviglioso?”
Pensa che sia venuto il tempo di cambiare?
“Fatta eccezione per il destino sono gli uomini che cambiano le sorti di ogni cosa. E noi siamo uomini pronti e decisi a combattere per evitare mostruosità del genere. Sono certamente dispiaciuto come mai gli uomini presenti nel territorio non abbiano fino ad oggi impedito queste opere. Il rigassificatore? Facciamolo pure, off shore, a venti chilometri dalla costa, come fanno in tutti gli altri posti. Perché Agrigento deve essere diversa dal resto del mondo?
Intanto, onorevole, la sua presenza ad Agrigento non è passata inosservata…
“Non immagina quanto sia felice per l’accoglienza che ho ricevuto in questi due giorni di permanenza ad Agrigento. Sapevo della vostra cordialità e della vostra accoglienza, ma provarlo in prima persona è tutt’altra cosa. Il mio cuore batte forte per questa città ed è per questo che ho deciso di scendere in campo per le prossime elezioni amministrative. Non è possibile che Agrigento, fra le più belle città del mondo, insieme al suo territorio possa fare gola soltanto ai petrolieri e all’energia elettrica. Agrigento è prima degli agrigentini e poi dei turisti. Spero che nelle prossime sedute del Consiglio comunale vengano portati all’ordine del giorno solo punti atti a potenziare lo sviluppo turistico il quale, tra l’altro, mi risulta essere molto deficitario. Altro che ingrandire il Porto di Porto Empedocle per far attraccare le navi del gas. Qui occorre un porticciolo turistico (degno di tale nome) ogni chilometro dove possano attraccare i vip mondiali per gustare le meravigliose bellezze che offre questo territorio”.
Ci vediamo preso, onorevole?
“Che domande! Prestissimo!