Ruvolo (Fi), no alle trivellazioni in Sicilia

“Non vogliamo un nuovo Texas, ma investimenti per il territorio. Il governo con questo decreto vuole rimuovere i laccioli burocratici che contengono lo sfruttamento delle risorse energetiche nel Canale di Sicilia. Invece dovrebbe affrontare e risolvere il problema delle nuove trivellazioni sospendendo i procedimenti concessori in itinere nella zona che va da Licata (AG) a Mazara del Vallo (TP). La Sicilia ha bisogno di ben altro”.

Così il senatore di Forza Italia, Giuseppe Ruvolo, intervenendo nell’Aula di Palazzo Madama durante la discussione generale sul decreto “Sblocca Italia”.

“Ci troviamo – ha spiegato Ruvolo – di fronte a una situazione assurda: le aree che vanno da Ragusa a Trapani, in cui si intende posizionare le trivelle ad impatto distruttivo, infatti, sono attive, hanno una struttura crostale fratturata e dislocata, si riscontrano sistemi vulcanici sommersi tutt’ora attivi. Così facendo si rischia di alimentare nel Canale, in maniera consistente, oltre al vulcanesimo, la sismicità. E allora urge fare delle verifiche rigorose dal punto di vista scientifico, altrimenti mi viene il dubbio che dietro tutto questo ci sia il dolo”.

Non solo, ha concluso, “nel caso di eventuali sversamenti massicci di petrolio del mare si avrebbero, basti ricordare il disastro del 2010 nel Golfo del Messico, delle conseguenze deleterie sull’ambiente, sull’agricoltura, sulle comunità ittiche, sul turismo, fondamentale per l’economia dell’isola, e, soprattutto, sulle popolazioni locali con l’aumento esponenziale di malattie mortali. Insomma, un abominio. Il governo faccia marcia indietro e non si macchi con questa scelta vergognosa. Il presidente del Consiglio si fermi un attimo perché se continua a correre così quando cadrà non se ne renderà nemmeno conto e avrà fatto un grave danno fatto al Paese”.