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Palermo, Giornata di studio sul tema “Donna e dignità- donna soggetto e non oggetto”

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Non è stato il solito appuntamento celebrativo o commemorativo in occasione dell’otto marzo. A Palermo, la Giornata di studio sul tema “Donna e dignità- donna soggetto e non oggetto” organizzata dall’Associazione Progetto Forense, presso la sala delle Carrozze di Villa Niscemi, ha fornito dei dati significativi e spunti importanti sulla condizione delle donne sia in tema di pari opportunità, dove la strada da percorrere è ancora molto lunga, sia sul tema della violenza di cui rimangono vittime le donne quasi sempre nell’ambito della sfera familiare. Le cronache infatti, quotidinamente riporta fatti delittuosi (femminicidi) che sembrano non più arrestarsi e in quasi tutte le regioni d’Italia, da Nord a Sud. Dati, questi, che, nell’occasione sono stati snocciolati in tutta la sua crudezza dal sostituto procuratore della repubblica Vania Contraffatto, tra le relatrici del convgeno, che ha preso la parola in veste di pubblico ministero. Dal suo intevento centrato sul tema “La donna nel processo penale:quale approccio tra l’istituzione e la presunta vittima” è emerso come nell’isola, secondo i dati in possesso del Tribunale del capoluogo, aumentano statisticamente i reati in danno delle donne, vittime sempre più di violenze sessuali, stalking, maltrattamenti e infine femminicidi. Le vittime sono quasi sempre ex mogli, ex fidanzate, ex compagne. A questo fenomeno si accompagna poi quello delle mancate denunce. Sono tante le donne che non presentano alcuna denuncia all’autorità giudiziaria. Un muro di omertà difficile da scalfire. E’ assordante il silenzio delle persone offese. Senza contare poi che molti procedimenti si concludono con una archiviazione perchè le vittima ritira le querela ( quasi il 30%). E le istituzioni spesso si trovano con armi spuntate per cercare di contrastare questi fenomeni.
L’avvocato Maria Vittoria Cerami, intervenuta, dopo i saluti del presidente dell’Ordine degli avvocati del foro di Palermo, Francesco Greco- ha tracciato un vero e proprio excursus storico sulla condizione della donna nel corso dei secoli, soffermandosi poi sulla questione afferente al corpo della donna, inteso spesso, come vero e proprio oggetto da parte dell’uomo. < Questo senso del possesso, sia fisico che psicologico, è una questione dirimente e non poù tollerabile>, ha sostenuto la relatrice. < Tale concezione della donna come corpo-cosa, oggetto e non soggetto, cosa e non persona, è la causa ultima della violenza contro le donne. E sarebbe implicita nella giustificazione di omicidi, stupri, abusi, tratte, riduzione in schiavitù, mutilazioni genitali, e molto altro ancora. Questa concezione della donna, non sempre è esplicita, almeno nella cultura occidentale, basti pensare ad esempio, all’oggettivazione della donna nella pubblicità>. < Da qui la necessità- ha concluso l'avvocato Cerami- che se non si incide subito sull’educazione, sul rispetto della differenza di genere, potranno esserci non una ma, cento Convenzioni come quella di Istambul, a potere tutelare in concreto la condizione femminile>. L’avvocato Maurizio Gemelli invece è intervenuto sui “Diritti umani e tuleta penale della donna in ambito sovrazionale”, puntando i risflettori sulla legislazione vigente in ambito europeo ed internazionale. Di notevole spessore, infine, anche le relazioni svolte dalla psicologa Donatella Taverna, che ha parlato sul tema “Donna. Identità tra pregiudizi e stereotipi ” e della psicoterapeuta Maria Muratori, intervenuta sull’argomento ” Essere donna tra potere personale e responsabilità sociali”. Due ragionamenti, che, in entrambi i casi hanno posto l’accento anche sull’identità di genere, sui diritti riproduttivi e sulla esigenza del superamento di archetipi , di luoghi comuni e di codici stereotipati, che hanno caratterizzato l’idea dell’essere donna.
L’ultimo contributo è stato quello dell’avvocato Monica Palazzo sul tema “Violenza sulle donne dalo stalking alla tratta: un’emergenza maschile”. I lavori sono stati moderati dall’avvocato Roberto Falletta.
Il convegno è stato dedicato a Lucia Annibali, l’avvocatessa sfregiata con l’acido, alla quale il Capo dello Stato ha consegnato recentemente l’onorificenza dell’Ordine al Merito della Repubblica Italiana.

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