Akragas: dare un calcio alla rassegnazione. Bisogna reagire

Astarita in una foto di Peppe Alletto

Astarita in una foto di Peppe Alletto

Rassegnazione. E’ quella che ha descritto il tecnico del Montalto Uffugo Petrucci guardando i volti dei giocatori dell’Akragas dopo il match che ha visto i suoi uomini pareggiare 0 – 0 allo stadio “Di Magro” contro gli akragantini. Questa stessa rassegnazione è il nemico più pericoloso che la stessa squadra di Rigoli possa affrontare, perché non concede di rialzarsi, di lottare, di mostrare il proprio valore, di respingere la sfortuna, di rettificare gli errori. Su questa bisogna lavorare, perché questa rappresenta il male peggiore a cui qualsiasi antidoto risulta vano se non si interviene con tempestività.

L’Akragas, lo sappiamo, attraversa il periodo più delicato della stagione ed anche il pareggio in quel lontano comprensorio calabrese ha fatto male. Le prestazioni degli atleti – come le quotazioni in borsa – possono migliorare o peggiorare, ma il segreto, la bravura, sta nel “livellarsi” nuovamente per riequilibrare quel “mercato” che è il campionato di serie D, con la consapevolezza del proprio valore.
E’ vero che dietro Battipagliese, Cavese ed Agropoli si fanno sentire maggiormente, ma nulla toglie a questo gruppo di calciatori di tornare a fare risultato; dopo un periodo no forse anche un bagno di umiltà potrà ripulire la mente di chi ha pensato che tutto sarebbe stato facile dall’inizio alla fine del campionato.
Il calcio è anche questo, rivedersi con intelligenza. E poi, come la politica, tutto può accadere. Può accadere di risalire, dopo una vittoria, su quell’onda dell’entusiasmo che caratterizzò i bianco-azzurri fino a metà Gennaio, ma bisogna farlo ripartendo con l’unione di tutti: dirigenza e allenatore, rosa di calciatori e tifoseria. Questo è il triangolo migliore da cui non si può prescindere, ecco perché sono state importanti le parole di Valenti a chiarire l’episodio che lo ha messo in discussione, ecco perché è importante che i tifosi ricomincino a fare i supporter ponendo gli striscioni nel verso giusto, ecco perché è importante che il silenzio stampa si concluda per accompagnare città e sportivi verso quella normalità a cui tutti erano abituati. Questi elementi “di gruppo” però, dovranno essere esaltati da quello che manca da tempo: la voglia di vincere davvero, la voglia di crederci che si caratterizzava con la corsa su ogni pallone e mettendo da parte quello che dopo il match col Comprensorio Montalto è stata mostrata: la rassegnazione. Da sostituire col carattere.
Rogero Fiorentino

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