Intimidazione ministro Kyenge. Di Benedetto: “Noi dimostriamo coi fatti di essere solidali e accoglienti”

“Un’azione vile e grave, che non può e non deve offuscare l’immagine positiva del nostro territorio in termini di accoglienza, integrazione e solidarietà”. Sono le parole del sindaco di Raffadali, Giacomo Di Benedetto, dopo l’intimidazione al Ministro, Cècile Kyenge, rivendicata dai militanti del movimento di estrema destra Forza Nuova di Agrigento.
“Agrigento e la sua provincia hanno fin qui mostrato, con azioni nobili e concrete, il loro volto generoso, spalancando cuore e porte ai profughi sbarcati nelle nostre coste in fuga dalla guerra e dalla miseria – aggiunge Di Benedetto – l’episodio di intolleranza e di razzismo manifestato nei confronti del Ministro è certamente da condannare e respingere in modo netto e perentorio, tenuto conto che sia la popolazione, sia gli enti locali hanno lanciato segnali forti e significativi rispetto alle questioni legate all’immigrazione e all’ospitalità. La mia amministrazione – sottolinea il sindaco di Raffadali – in ordine a queste tematiche ha mostrato grande sensibilità e attenzione. Si è adoperata per il conferimento di un attestato di cittadinanza simbolica ai minori residenti nel Comune, nati da genitori stranieri. Ma non solo. Oggi nel nostro cimitero hanno ricevuto degna sepoltura le salme di cinque immigrati, morti nel naufragio del 3 ottobre a Lampedusa, alle quali abbiamo riservato una funzione con il doppio rito. Ed in questa ottica continueremo a muoverci – conclude Giacomo Di Benedetto – tant’è che il prossimo 20 dicembre è in programma la giornata dell’accoglienza”.