Consiglieri comunali attaccano Zambuto: “La città è in agonia”

“Agrigento precipita sempre più nelle sabbie mobili dell’ immobilismo. E’ necessario un colpo di reni per risollevarsi da una condizione ormai pre – comatosa. La città non è in grado di sostenere e sopportare un regresso di agonia fino al 2017, alla data del rinnovo della carica di sindaco”.
Così i consiglieri comunali Cinzia Puleri e Luca Spinnato (nella foto) del Patto per il Territorio, Giovanni Civiltà del Pid Cantiere Popolare e Simone Gramaglia Voce siciliana , intervengono nel merito di ciò che definiscono “la cappa soffocante del nulla, che, più del caldo, opprime i cittadini”. Puleri, Spinnato, Civiltà e Gramaglia affermano : “il nostro è un accorato appello al sindaco Zambuto, ad invertire la rotta ormai prossima al precipizio, ad essere finalmente capace di un colpo di reni che almeno minimamente compensi il nulla prodotto dal 2007 ad oggi. Agrigento non merita, e soprattutto non sarebbe in grado di tollerare, altri anni, fino al 2017, di grave disamministrazione. Zambuto riafferri il timone della città, e il Consiglio comunale sarà al suo fianco. Da giorni Zambuto è impegnato a distanziarsi da Girgenti Acque e dal suo ex amministratore Giuffrida, rinnegando anni di comune e armonioso accordo, suggellato dal celebre bagno in mare con lo stesso Giuffrida. Nel frattempo, l’ Ato Gesa bombarda gli acconti Tares, e la promessa del sindaco di riottenere il servizio dei rifiuti, come tante altre, si è rivelata carta straccia. E, ancora nel frattempo, in Sicilia dalla Regione l’ assessore Bonafede lancia milioni di euro per i cantieri scuola, e Agrigento non pesca nessun beneficio, anche se ristretto nel tempo, ma pur sempre ossigeno. Ed è solo un esempio, dei tanti possibili. Speriamo almeno che l’ imminente ( ma quando ? ) ingresso al governo della città del Partito Democratico, che è adesso ( almeno per adesso ) il partito di Zambuto, rianimi il moribondo stato della politica comunale e restituisca fiducia ai cittadini, avviliti e stanchi. Sindaco, se ci sei, batti un colpo, di reni ! “.