Aragona, il consigliere Attardo: “Senza mensa scolastica il comune sta creando gravi disagi”

La sede del Comune di Aragona - Immagine tratta da Google Maps

Siamo alle solite: ad un mese dalla partenza dell’anno scolastico, ancora l’Amministrazione comunale non ha attivato il servizio mensa, creando non pochi disagi alle famiglie aragonesi.

I cittadini sono esasperati da tanti servizi che non funzionano: dagli abbonamenti degli studenti pendolari, alla mensa scolastica che non parte, al servizio di raccolta differenziata a singhiozzo.

Su tema “caldo” della mensa scolastica il consigliere comunale Giuseppe Attardo ha presentato un’interrogazione consiliare.

“Ogni anno – afferma Attardo – il tempo necessario per l’espletamento delle procedure burocratiche e amministrative di avvio del servizio mensa nelle Scuole del nostro Comune, ha comportato lo slittamento dell’entrata in funzione delle stesse dopo alcune settimane o mesi dall’avvio delle lezioni, nonostante la data d’inizio dell’anno scolastico si conosce normalmente con largo anticipo”.

“Il ritardo nell’erogazione del servizio in oggetto, è causa di comprensibili e gravi disagi per le famiglie e per gli stessi scolari e tutt’oggi la gara per l’affidamento e aggiudicazione dei pasti per l’anno scolastico 2018/2019, non è ancora stata disposta”.

“Inoltre – spiega il consigliere di minoranza – la legge nazionale n. 488/1999 all’art. 59, comma 4 recita che per garantire la promozione della produzione agricola biologica e di qualità, le istituzioni pubbliche che garantiscono mense scolastiche prevedono nelle diete giornaliere l’utilizzazione di prodotti biologici, tipici e tradizionali nonché di quelli a denominazione protetta”.

“ Mi chiedo – continua Attardo – se l’Amministrazione, ha ancora intenzione di predisporre gli atti necessari per l’affidamento della gara di tale servizio e se in quel caso terrà conto della legge sopra citata riguardo alla tipologia di cibo somministrato”.

“In caso di attivazione del servizio – conclude – la stessa Amministrazione non ritenga opportuno rivedere la determinazione dell’ammontare delle rette dovute per la mensa su parametri che tengano presente anche della situazione d reddito in corso e non solo di quello dichiarato con ISEE”.