RICEVIAMO E PUBBLICHIAMO

Con riferimento all’interrogazione presentata dai consiglieri comunali del gruppo consiliare “Uniti possiamo” e i recenti articoli diffusi a mezzo stampa, riguardante gli emolumenti corrisposti dal Comune di Aragona al Segretario Generale attualmente in servizio, il Sindaco Pendolino conferma che lo stesso ha assunto la titolarità del servizio a far data dal 14 maggio scorso, dopo un periodo iniziale di servizio c.d. a scavalco di 2 mesi.

Circa lo stipendio del Segretario Generale – dichiara Pendolino – preciso che quest’ultimo è fissato dai Contratti Collettivi di Categoria, e non è in nessun modo negoziabile dall’ente, ne’ tanto meno dal Sindaco, che peraltro non ha e non può avere nessun ruolo al riguardo, essendo il tutto rimesso ai competenti Uffici comunali.

CSento peraltro il dovere di smentire l’affermazione riportata nell’interrogazione presentata dal gruppo di minoranza, secondo cui con la convenzione di segreteria che c’era in precedenza il servizio costava 1/3 rispetto a quanto costa oggi, risultando facile da comprendere che i raffronti – per essere attendibili e non fuorvianti – debbono essere fatti riproporzionando i dati presi in considerazione. È necessario infatti precisare che la convenzione di segreteria sciolta prevedeva un servizio nella misura del 35%, cui corrispondeva un servizio orario di circa 12 ore settimanali, i cui costi erano peraltro maggiorati dal fatto che trattavasi di Convenzione con un Comune – Porto Empedocle-appartenente ad una classe più alta (1^ B), cosicché di fatto a parità di ore di servizio, lo stesso costava sicuramente molto di più, anche in ragione del fatto che il precedente Segretario apparteneva ad una fascia superiore, con diritto ad una retribuzione di partenza più alta.

Sul punto peraltro – conclude – la minoranza ha già scritto all’Assessorato regionale competente, e a quest’ultimo sono state fornite le spiegazioni del caso, peraltro, già in possesso della minoranza, ragion per cui non si comprende il senso di ripresentare questa interrogazione, che ha quasi il sapore di un ingiustificato accanimento di stampo populistico.