Il credito bancario: fidi, prestiti e mutui

Trattando di argomenti sulla materia dell’educazione finanziaria in generale, a farla da padrone sono solitamente i temi del risparmio e degli investimenti, un po’ meno presente la protezione assicurativa, quasi assente il capitolo del credito, ovvero fidi, prestiti e mutui.

Eppure tali argomenti dovrebbero, a mio avviso, essere trattati con particolare cura ed attenzione poiché quando un soggetto o una famiglia ricorre al credito bancario si indebita, spesso a lungo termine, e se l’entità del debito non è ben calibrata sugli effettivi bisogni e non è rapportata ad una congrua capacità di reddito e di risparmio si rischia di mettere in crisi un intero nucleo familiare da un lato e, dall’altro, creare al soggetto finanziatore una partita di credito in sofferenza da gestire.

Ciò premesso, focalizzando l’attenzione sull’offerta di credito presente sul mercato si individuano strumenti generalmente noti al vasto pubblico ma che, in fondo, non sono poi così tanto conosciuti. L’obiettivo che mi sono prefissato in questa puntata e nelle successive tende a dare alcune indicazioni in virtù dei quali tali strumenti possano essere meglio conosciuti.

Fidi, prestiti e mutui sono, dunque, le macroclassi dell’offerta che banche e società finanziarie propongono e mettono a disposizione della loro clientela, ed ognuna di queste categorie racchiude al suo interno prodotti di credito con caratteristiche, funzionamento, condizioni e costi differenti.

Sotto la generica categoria del fido sono presenti varie tipologie di affidamento relativamente alle quali mi limiterò a trattare solamente i prodotti dedicati alla clientela cosiddetta retail, tralasciando tutto ciò che attiene all’offerta destinata al segmento corporate in quanto non ritengo sia questa la sede più opportuna.

Dal punto di vista tecnico, gli affidamenti bancari si dividono nelle seguenti categorie.

Il fido di cassa, ovvero la facoltà di scoperto da utilizzare sul conto corrente, è una linea di credito molto diffusa fra i correntisti perché ritenuta molto utile in quanto può venire in soccorso in caso di disallineamenti finanziari temporanei (una spesa imprevista, un accredito in ritardo, una scadenza improcrastinabile ecc) evitando sconfinamenti non autorizzati. In pratica, il fido consente di utilizzare risorse non presenti sul conto corrente e quindi, come si suol dire, andare in rosso.

Sebbene il fido (apertura di credito su conto corrente) sia molto semplice nell’utilizzo, prima di essere concesso deve superare una fase istruttoria nel corso della quale viene presa in considerazione la situazione del richiedente dal punto di vista reddituale, finanziario, patrimoniale come del resto in ogni richiesta di credito. Operativamente, anche per evitare un carico di costi in termini di interessi passivi, il fido deve essere usato con diligenza poiché i fidi costantemente utilizzati al massimo autorizzato, oltre appunto ad essere fonte di costi abbastanza gravosi, non piacciono alle banche che in tali casi possono revocare il fido (se a revoca) oppure chiedere i versamenti in misura tale da ridurre l’esposizione finanziaria del correntista affidato.

Altra forma assimilabile alla scopertura su conto corrente è il fido di firma, ovvero la garanzia che le banche concedono a terzi soggetti per conto del cliente richiedente: generalmente il fido di firma è rilasciato sotto forma di fideiussione bancaria. Tecnicamente, le fideiussioni bancarie garantiscono il pagamento di un determinato importo indicato sul documento di credito ad un terzo soggetto che ha rapporti di affari con il soggetto richiedente, in caso di inadempimento di quest’ultimo. Nel caso di escussione della fideiussione (ovvero la richiesta di pagamento a cura del soggetto garantito alla banca garante) la banca verserà l’importo entro il termine assegnato salvo, poi, rivalersi sul cliente per il recupero, anche coatto, dell’importo corrisposto dalla banca. La fideiussione bancaria ha un costo in ragione percentuale che varia in base alla situazione del richiedente, al suo merito creditizio ed all’importo da garantire.

Una particolare forma di affidamento, poco diffusa poiché destinata a soggetti evoluti che operano in futures, options, e swap, è definita fido per derivati, molto utile per far fronte alle oscillazioni ed alla volatilità dei mercati ed assicurare una regolare operatività con gli strumenti derivati ai clienti per ciò affidati.

antonioprestia66@gmail.com

 

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