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Tra Agrigento e Roma, brillano le lucciole, nel notturno pirandelliano, per celebrare i 150 anni della nascita del Premio Nobel

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Brillano le lucciole nella calda notte di giugno, tra Agrigento e Roma, per celebrare il 150° della nascita di Luigi Pirandello. Due città; Agrigento, dove il Premio Nobel nacque  in contrada  Caos il 28 giugno del 1867 e Roma, la capitale dove l’autore visse e morì nel 1936. 

Ad unire simbolicamente queste due città, le lucciole citate nelle memorie («Una notte di giugno caddi come una lucciola sotto un pino solitario. In una campagna d’olivi saraceni. Affacciata agli orli. D’un altopiano. D’argilla azzurre…”).

Suggestive luci create, ad Agrigento, con la luce retro riflessa dei kindle paperwhite di Amazon,  durante il reading sotto il tempio di Giunone, di Isabella Ferrari, e le “cascate di luci”, proiettate sulla facciata della casa museo Pirandello in via Bosio a Roma, con il brindisi collettivo promosso dall’Istituto di studi pirandelliani. Questa sera, 29 giugno, ad Agrigento, nuovo omaggio a Pirandello.  

L’attore Sebastiano Lo Monaco, direttore artistico del Teatro Pirandello, alle 21, allo “Spazio Temenos” porterà in scena “Io e Pirandello”, monologo dedicato ai suoi “primi 40 anni”di carriera e al rapporto con l’opera del drammaturgo agrigentino, del quale il mondo sta festeggiando i 150 anni dalla nascita.

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