Akragas, Giavarini sbotta: “Tutto sulle mie spalle, gli altri i soci versino le loro quote”

La crisi dell’Akragas, non è soltanto sportiva o tecnica. Dalle dichiarazioni pubblicate su Facebook dal presidente onorario, Marcello Giavarini, ci sono anche guai interni alla società. Una situazione di quote non versate da parte di una serie di soci che avrebbe influito anche sugli investimenti anche in chiave di mercato.

Giavarini ha scelto la notte di Natale per sbottare e puntare il dito contro i soci inadempienti. 

Il tutto a pochi giorni dalla ripresa degli allenamenti, in programma il prossimo 28 dicembre, con il calciomercato che incombe. Sono dichiarazioni esplosive che gettano ulteriore benzina sul fuoco e rendono l’ambiente, già teso per le ultime sconfitte e dalle conseguenti contestazioni dei tifosi, a dir poco incandescente. Con una situazione del genere, sarà facile fare mercato in entrata? E quale sarà la reazione dei soci tirati in ballo?

Insomma, quale sarà il futuro dell’Akragas?

Ecco di seguito la dichiarazione del presidente onorario Marcello Giavarini in merito alle ultime vicende calcistiche biancoazzurre.

“Sono molto amareggiato e deluso per come la mia persona sia stata ripetutamente attaccata in queste ultime settimane in coincidenza con i risultati negativi che la squadra ha conseguito. Sono anch’io un tifoso dell’Akragas e credetemi non è facile subire ma, nonostante ciò, trovo ancora la forza per andare avanti perché mi ritengo legato alla Città e alla squadra biancoazzurra. Voglio però che tutti sappiano che il “progetto Akragas” grava finanziariamente sulla mia persona e, per la quota parte, sul presidente del consiglio d’amministrazione Silvio Alessi.

Gli altri soci Franco Nobile, Lillo Trupia, Massimo Lupo, Associazione “Insieme per lo sport”, Sebastiano La Mantia e associazione “TS Accademy, non hanno materialmente concretizzato e finanziato l’Akragas con i soldi di competenza delle loro quote parti per fare in modo che la società avesse a disposizione i mezzi economici necessari per svolgere il campionato fino a luglio 2016.

Io desidero sapere dai soci il perchè a giugno sono entrati nella nuova società aderendo alle quote societarie e non mettere soldi per finanziare l’Akragas ? Forse vogliono aggrapparsi alle mie spalle ? COSI NON FUNZIONA , io non intendo e non posso più finanziare l’Akragas per conto di altri soci che non contribuiscono economicamente. Se tutti avessero contribuito l’amministratore Tirri avrebbe potuto formare una squadra più competitiva.

Trovo, pertanto, ingiusti gli attacchi perché, lo ricordo a me stesso, io ho fatto il bene della società.

Mi sono personalmente esposto per il ripianamento finanziario dei debiti gestionali delle passate annate calcistiche. Ho provveduto all’iscrizione della squadra sottoscrivendo la fidejussione bancaria; ho provveduto, anticipando risorse economiche, alla manutenzione e alla riqualificazione dello stadio Esseneto in modo da renderlo agibile per la disputa delle partite interne. Tutto questo l’ho fatto, senza alcun interesse personale ma solo ed esclusivamente per il bene che voglio alla città di Agrigento e all’Akragas. quella biancoazzurra è la mia prima esperienza calcistica ma ciò non significa che devo essere lasciato da solo economicamente da parte di tutti gli altri soci, solamente il presidente Alessi mi è stato vicino. Io non sono “Re Mida”. Ho messo a disposizione le mie risorse economiche per il bene del calcio agrigentino ma desidero che anche gli altri soci facciano la loro parte economica.

Io sono disposto a rilanciare, a contribuire affinché la squadra esca dal tunnel e si avvii verso una salvezza che, voglio ribadirlo, è l’obiettivo stagionale. Possiamo parlare di nuovi acquisti, possiamo rivedere tutto e tutti ma da solo, credetemi, non è facile, anzì è complicato.

Nessun aiuto è venuto dagli imprenditori cittadini ma ringrazio quelli della provincia che ci hanno dato un contributo in termini di supporto per lo stadio. E a proposito dell’Esseneto, ad oggi, nonostante le rassicurazioni fornitemi, non ho notizie certe sull’impianto di illuminazione. Come società abbiamo fatto i nostri passi ma cosa si aspetta per rendere esecutivo il progetto? Ricordo a me stesso che lo stadio è di proprietà comunale e, nonostante i silenzi, siamo disposti ad ulteriori sacrifici pagando eventualmente le rate del mutuo se il Comune dovesse accedere al credito sportivo.

Nonostante tutto ribadisco il mio impegno verso la società biancoazzurra a patto però che tutti, soci si avvicinino materialmente al “progetto Akragas” perché nel calcio contano i soldi e non le parole.per cui invito tutti i soci sopra nominati entro la data del 29.12 2015 a volere uscire allo scoperto e comunicare alla citta le loro intenzioni sul futuro dell Akragas, si và avanti nel campionato oppure vogliono concluderlo a Dicembre 2015?. Invito i soci ai quali sta a cuore l’ Akragas di non parlare di dimissioni ma di essere costruttivi nel collaborare economicamente o trovare nuovi soci a cui cedere le quote in modo da portare capitale fresco all’Akragas per uscire dal tunnel e rafforzare la squadra. Se oltre la data del 29.12.2015 i soci non avranno chiarito la loro posizione con la società e la città allora credo che sia il caso di dire che dobbiamo andare tutti a casa.

Concludo, augurando agli sportivi biancoazzurri e alle loro famiglie un sereno natale ed un felice Anno Nuovo. Forza Akragas”