Disastro Akragas, ma chi può chiedere a Tirri di dimettersi?

Più penso alle parole pronunciate in conferenza stampa da Tirri e Legrottaglie e più nascono dubbi e recriminazioni su cosa avrei potuto chiedere.

Il primo ha ammesso le sue responsabilità, ha ammesso il fallimento totale del suo progetto tecnico, e si è detto pronto a rimettersi alle decisioni della società per valutare la possibilità di eventuali dimissioni.

Ora… tutti sanno che Tirri è la mente di tutto. Se Giavarini è arrivato all’Akragas, lo si deve proprio a Peppino Tirri che ha assunto il ruolo di vicepresidente. Senza Tirri e Giavarini, ma soprattutto senza Giavarini, forse oggi l’Akragas non sarebbe in Lega Pro.
In un certo senso l’Akragas è sua. Mi chiedo: “Ma chi potrebbe mai chiedere a Tirri di dimettersi? Da quale ruolo? Da vicepresidente? Da procuratore? Da cosa? Dovrebbe uscire dalla società?”

Il secondo pensiero va a Nicola Legrottaglie, grande uomo e grande calciatore. Come allenatore deve ancora formarsi, in futuro diventerà certamente un bravo allenatore. La storia del calcio è piena di grandi difensori che come allenatore hanno avuto difficoltà.

Mi ha lasciato perplesso la sua dichiarazione sulle responsabilità di questo disastro sportivo. Secondo il mister, i giocatori di oggi, giovani, viziati dai genitori, non sono disposti al sacrificio. Se vogliono emergere devono sapere che devono impegnarsi. Quindi, la colpa principale è dei calciatori giovani (figuriamoci gli anziani). Forse non sono contenti di come sono trattati, forse non gradiscono Agrigento. Legrottaglie non ha ancora capito il perché di questa strana metamorfosi della sua squadra: sufficiente in trasferta e “Zero tagliato” in casa.

E poi… la deprimente dichiarazione sulle prospettive che offre il calciomercato: “Su 10 giocatori contattati, solo uno sarebbe disposto a venire qui”.

Bene, mi chiedo e vi chiedo: “Ma in seno alla società, c’è qualcuno che si è chiesto se il problema sia proprio Legrottaglie? C’è una figura tecnica (che non sia Tirri, principale sponsor del tecnico pugliese) che ha il polso dello spogliatoio e che sia in grado di capire se c’è qualcosa che non va nei confronti dell’allenatore? E’ possibile che nessun calciatore voglia giocare in Lega Pro nell’Akragas solo perché manca un aeroporto o perché ci si allena nello stadio dove si gioca?

Legrottaglie è una bravissima persona, educatissimo, un serio professionista e nessuno lo mette in dubbio, ma potrebbe avere anche qualche lacuna sulla gestione dello spogliatoio stesso.
Per sua stessa ammissione, ha avuto problemi simili con gli allievi regionali. Giocatori diversi, problemi uguali.

Un’ultimissima considerazione la vorrei fare su un argomento che sembrerebbe banale ma che non lo è affatto: l’impianto di illuminazione!
Chi ricorda da quanto tempo si assiste a questo balletto? Tutto nasce nella notte dei tempi.
Il termine concesso dalla Lega scadrà il 31 marzo e dalla realizzazione (o meno) di questo impianto si capirà molto sui reali progetti della società. Se l’impianto non sarà realizzato saranno guai per il calcio “professionistico” agrigentino.

Tocca ai dirigenti trovare rapidissime soluzioni mentre l’ambiente è totalmente depresso.
I tifosi sanno di essere impotenti dinanzi a questi fatti e provano a compattarsi per “remare tutti nella stessa direzione”.

E se il lavoro dei dirigenti non dovesse portare a nulla, si potrebbe proporre a tutti, nessuno escluso, giornalisti compresi, un bel “viaggiu in piduni a San Calò”.