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Pirandello, 80 anni fa il premio Nobel

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Il 10 dicembre 1934, a Stoccolma, il drammaturgo Luigi Pirandello riceve il Premio Nobel per la Letteratura con la seguente motivazione: “Per lo schietto e geniale rinnovamento nell’arte scenica e drammatica”. A distanza di 80 anni da quel memorabile evento, si ricorda la prestigiosa assegnazione del Nobel con una serie di iniziative promosse dalla Città di Porto Empedocle con il patrocinio dell’Assemblea Regionale Siciliana, del Distretto Turistico Valle dei Templi, della Città di Agrigento e dalla Fondazione Teatro Pirandello. E sarà proprio il Teatro Pirandello di Agrigento che domenica 14 Dicembre ospiterà l’evento clou delle celebrazioni, che vedranno la presenza di importanti personaggi del mondo della Cultura, con la video testimonianza di un altro Premio Nobel, Dario Fo e quella di Giorgio Albertazzi.
La Compagnia italiana di prosa presenterà lo spettacolo multimediale “Pirandello Premio Nobel” , una ricostruzione storica della cerimonia di consegna del Premio che prevede documenti video d’epoca, letture dei discorsi originali e la rappresentazione di una pièce teatrale in versione integrale, l’atto unico dell’ “Uomo dal fiore in bocca”. Inoltre all’interno dello spettacolo è presente l’unica registrazione audio esistente della voce di Luigi Pirandello che verrà fatta ascoltare al pubblico in un momento di grande emozione.
L’evento di domenica 14 dicembre sarà preceduto ad Agrigento, da un’altra manifestazione promossa sempre dalla Città di Porto Empedocle in cui, con la collaborazione dei numerosi Circoli, Associazioni culturali e Compagnie teatrali della città, verranno ricordati quanti, agrigentini e non, hanno maggiormente contribuito negli anni alla conoscenza e diffusione delle opere teatrali e letterarie di Luigi Pirandello.
“ È un’occasione doverosa per celebrare Pirandello agrigentino – ha detto Lillo Firetto – che ha squinternato il teatro drammaturgico e ha profondamente innovato la letteratura del Novecento e a cui gli agrigentini dovrebbero più saldamente legare le sorti del proprio destino culturale”.