HomePoliticaRuvolo (Fi), interrogazione orale sulla lavorazione del prosciutto

Ruvolo (Fi), interrogazione orale sulla lavorazione del prosciutto

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“Quella del prosciutto senza maiale è una follia alimentare, un’aberrante ipotesi che il governo non può e non deve avallare in alcun modo.
Il ministro Martina intervenga subito per evitare di fare un danno enorme alla nostra industria alimentare e alla nostra economia”.
Così il senatore, Giuseppe Ruvolo, componente della Commissione Agricoltura di Palazzo Madama, che sull’argomento ha presentato un’interrogazione orale in commissione al ministro delle Politiche Agricole, Alimentari e Forestali, Maurizio Martina, e al ministro dello Sviluppo Economico, Federica Guidi.
“Vogliamo sapere se è vero – spiega l’esponente di Forza Italia – che ad oggi due prosciutti su tre venduti in Italia provengono da maiali allevati altrove e se modificare le procedure standard tradizionalmente usate per la preparazione dei salumi, proporre prosciutto cotto senza carne di maiale, ma con più acqua, con additivi e aromi chimici, non sia un boomerang che innesca un processo preoccupante per la nostra economia.
D’altronde – ricorda Ruvolo nell’interrogazione – in Italia la produzione di carni suine è stimata in 1.299.000 tonnellate all’anno e il made in Italy agroalimentare, che registra un fatturato nazionale superiore ai 266 miliardi di euro, rappresenta il 17% del prodotto interno lordo. Come tutti sanno, una delle eccellenze italiane sono i prosciutti sia il crudo di Parma sia quello cotto e da notizie di stampa si prevedono pessime novità per i salumi nostrani soprattutto per prodotti come prosciutto cotto e culatello.
Al vaglio degli uffici tecnici del Mipaaf ci sarebbe infatti un decreto ministeriale dello sviluppo economico che prevede la denominazione di “prosciutto cotto” per tutti quei prodotti fabbricati con altri tipi di carne, per esempio di tacchino o di cavallo.
Non solo: nel menzionato decreto si darebbe anche via libera all’uso di aromi sintetici per correggere il sapore, il colore delle materie prive di qualità, all’aumento durante la lavorazione del prosciutto cotto, sia quello scelto sia quello di qualità, della quantità di acqua impiegata, si passerebbe da 81 a 82 punti percentuale.
Insomma – conclude il senatore Ruvolo -, rischiamo di trovarci nel piatto il prosciutto cotto senza coscia di maiale e non deve accadere”.

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