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Lettera aperta sul consolidamento della cattedrale di Agrigento e del sottostante pendio

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Riceviamo e pubblichiamo

“Il tempo passa e le risposte non arrivano”, disse l’arcivescovo di Agrigento, Francesco Montenegro, lo scorso mese di settembre durante una veglia di preghiera sul sagrato della Cattedrale che è chiusa da tre anni.
Due mesi dopo, in una conferenza stampa tenuta nel Seminario Vescovile, presente anche l’assessore al territorio Mariella Lo Bello, il presidente della Regione, Saro Crocetta, promise che “fra un anno inizieranno i lavori per consolidare la collina e consentire le riapertura della cattedrale di Agrigento così come promesso un anno fa all’arcivescovo monsignor Francesco Montenegro. C’è già il progetto, bandiremo subito la gara – ha aggiunto Crocetta – ed entro un anno potranno iniziare i lavori, io mi augurerei anche che entro sei mesi si possa mettere la prima pietra”.
Sono passati sei mesi da quella dichiarazione e non sono state comunicate notizie circa il progetto né si sono avviate le procedure per l’affidamento dei lavori.
L’impegno magistralmente profuso dall’ex assessore Mariella Lo Bello pare non sia servito a niente, dato che tutto è avvolto nel più misterioso silenzio. Frattanto la cattedrale rimane chiusa e continua a essere a rischio perché non si è ancora stabilito se procedere al consolidamento del pendio settentrionale del Colle di Girgenti contestualmente al risanamento strutturale dell’edificio sacro.
Avevo già auspicato un simultaneo dispiegarsi dei due interventi, propedeutici ad una soluzione la più possibile efficiente in rapporto alla vulnerabilità geomorfologica del Colle ma soprattutto ad una definitiva opera di consolidamento di un edificio storico, nel quale è condensata la storia millenaria della città e di una diocesi.
Per questo motivo chiedo, come cittadino ma anche come ex consigliere, che vengano accelerate le procedure di appalto dei lavori sopra enunciati ma soprattutto che essi siano predisposte in contemporanea, non trascurando nel contempo che rimane ancora insoluto il problema della via di fuga, cioè la sicurezza di un intero quartiere cittadino.
A sei mesi dall’ annuncio, nessuna “prima pietra” è stata posata. Il presidente Crocetta non ha mantenuto la parola, ritardando azioni di risanamento monumentale, di consolidamento geomorfologico ma soprattutto di protezione civile non più procrastinabili. Non vorrei che si dovesse fare un’altra veglia sul sagrato della Cattedrale, sperando (e anche pregando) che nel frattempo non venga giù tutto.

Agrigento,06 giugno 2014

L’ex consigliere comunale
Angelo Principato

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