HomeDai ComuniS.Elisabetta si gemella con una cittadina belga

S.Elisabetta si gemella con una cittadina belga

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Definito, in Belgio, il rapporto di gemellaggio fra il Comune di Santa Elisabetta e quello di Chapelle-Lez-Herlaimont. Un percorso che era astato avviato nell’aprile del 2011. Allora venne siglata la prima intesa. Ora il progetto, reso possibile grazie ai fondi europei, ha vissuto il suo momento cruciale: è stato suggellato con una cinque giorni in terra bega di una nutrita delegazione sabettese, guidata dal sindaco, Emilio Militello, e dal presidente del Consiglio comunale, Gigi Milioto. Il gruppo è stato accolto, con entusiasmo, sia dalla locale amministrazione, con in testa il borgomastro Karl De Vos, sia dalla commossa comunità di emigrati che ha lasciato il piccolo centro agrigentino per lavoro.
Espletate le fasi burocratiche, con la firma dell’accordo conclusivo del gemellaggio, c’è stato lo scambio dei doni. Santa Elisabetta, oltre agli omaggi protocollari, ha offerto un concerto musicale, eseguito dalla banda “V. Bellini” diretta dal maestro Carmelo Mangione, e una rappresentazione teatrale in dialetto “, scritta da Giuseppe Fragapane. A metterla in scena la compagnia “I Sicani”, presieduta da Gaetano Buscaglia e diretta da Giuseppe Fragapane.
Dal canto loro, le autorità di Chapelle hanno messo a disposizione pranzi, spettacoli ed escursioni nei distretti minierari come ad esempio a Marcinelle. Particolarmente significativi, carichi di emozioni, alcuni fuori programma. L’occasione è stata propizia per incontrare infatti amici e parenti che si erano persi di vista: abbracci e baci si sono sprecati. A sottolineare l’importanza di queste iniziative, si è registrato un caso quasi emblematico: Raimondo Capraro, che vive ora a Santa Elisabetta, ha potuto ritrovare Laurent Devine, borgomastro deputato di Binche, suo compagno alle elementari. Infine c’è un’altra circostanza che certifica il valore di un gemellaggio: è rappresentato dal ricevimento che il borgomastro di Chateret ha destinato alla delegazione del piccolo centro agrigentino. Perché lo ha fatto? Grazie all’interessamento di Maria Rosa Santoro, una sabettese che siede nell’aula consiliare del comune belga.

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