Lettere al direttore “Un bambino speciale”

Riceviamo e pubblichiamo

Un bambino speciale
Questa è la storia di una famiglia molto felice e normale come tutte le altre famiglie, composta da una madre, un padre e una bellissima figlia di 13 mesi. La famiglia diviene più felice quando ad allietarli c’è la notizia di una nuova gravidanza, un altro bellissimo figlio in arrivo che renderà la vita di quella famiglia normale e felice ancora più bella. Purtroppo però questo figlio non nascerà mai, se n’è andato quando aveva solo 8 settimane di vita. “Può capitare…”, “meglio così invece di esserci eventuali problemi”, la mamma si sentiva dire queste frasi da medici e parenti ma qualcosa si era spezzato in lei e nella sua famiglia felice, un vuoto che solo un altro bellissimo figlio avrebbe potuto colmare. Così dopo mesi di attesa ecco finalmente la notizia che a breve sarebbe nato il nostro Filippo. La famiglia tornò ad essere felice, il vuoto rimasto di un figlio perso sarebbe stato colmato dall’arrivo di un altro bellissimo bimbo. I mesi passavano, i dottori dicevano che stava crescendo bello e forte, che sarebbe stato un torello. La mamma felice preparava con ansia tutto l’occorrente rigorosamente nuovo e di colore azzurro, perchè certo non avrebbe potuto mettergli le tutine rosa della sorellina.
Così passarono velocemente nove mesi e la mamma felice finalmente abbracciò il suo Filippo. Il papà felice era ancora più felice perchè c’era finalmente un maschietto che avrebbe potuto portare con lui in campagna, al bar con gli amici, la sorellina di soli due anni avrebbe avuto qualcuno con cui giocare, fare dispetti o che l’avrebbe difesa se avesse avuto bisogno. La sorellina di due anni però non poteva immaginare che sarebbe stata lei un giorno a difendere il fratellino perchè Filippo è nato speciale, lui è diverso da tutti gli altri. Filippo è diverso perchè anche se è il bimbo più felice e amato del mondo gli altri fanno in modo che lui si senta diverso e non fanno altro che renderlo diverso: Filippo ha bisogno dell’insegnante di sostegno ma gli altri non gli danno le ore che gli spettano perchè non ci sono fondi sufficienti per tutti i bambini speciali; Filippo ha bisogno di un’assistente all’igiene ma gli altri non si mettono d’accordo di chi è la competenza e lui rimane senza l’assistente; Filippo ha bisogno di un ambiente accogliente che lo integri ma gli altri fanno in modo di non accoglierlo nel giusto modo e quindi gli impediscono di integrarsi.
Questo è ciò che si presenta ogni inizio di anno scolastico: le ore di sostegno e il personale non sono sufficienti perchè ogni anno si riducono i fondi per cui gli unici a cui sono state garantite delle giuste ore di sostegno sono solo coloro che si sono rivolti al TAR; tra i comuni e alcune dirigenze scolastiche c’è aperta una diatriba su di chi è il compito di assegnare gli assistenti all’igiene a questi bambini, anche se in Sicilia si è stipulata un’Intesa (il 23 Giugno 2005) fra Regione siciliana, ANCI ed UPI regionali, Sindacati, nonché il Forum del Terzo Settore ed il Coordinamento delle associazioni regionali di persone con disabilità e loro familiari dove si ribadisce il carattere suppletivo di ricorso agli Enti locali poiché si riconosce preliminarmente l’applicazione del CCNL del 2003, che pone a carico dei collaboratori scolastici e delle collaboratrici l’obbligo di svolgere l’assistenza scolastica con l’obbligo di frequentare un apposito corso di aggiornamento di circa 40 ore, previo incarico del dirigente scolastico che deve assegnare un contributo economico di circa 1000 euro annui. Solo dopo aver constatata l’indisponibilità del personale ausiliario della scuola, indisponibilità non soggettiva ma oggettiva ( mancanza di personale aggiornato), allora ci si può rivolgere ai Comuni per chiedere l’assegnazione di personale per l’assistenza igienica.
Per cui mi chiedo se in tutto ciò sia Filippo il diverso o sono gli altri a sottolineare e rendere palese le sue difficoltà. Lui non è diverso, lui è speciale, lui non ha meno degli altri ma purtroppo sono gli altri che hanno meno per lui.
Quando una famiglia deve affrontare un dolore così grande non è perchè ha con se un bimbo speciale, ma è perchè le istituzioni “civili” di questo Stato negano a questi bambini, che dovrebbero essere maggiormente tutelati, di andare serenamente a scuola fin dal primo giorno, togliendo loro, discriminandoli, il diritto all’apprendimento e all’integrazione sociale, diritto costituzionalmente riconosciuto a tutti.
Allora è vero che Filippo è diverso! Lui non è come gli altri, non si comporterebbe mai come si comportano le nostre istituzioni con questi bambini.
La mamma di Filippo.