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Acqua, il sindaco Di Paola si autoconvoca assieme ai colleghi dei Comuni Ato

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Il sindaco Fabrizio Di Paola ha promosso una iniziativa assieme al sindaco di Agrigento Marco Zambuto sulla questione del Servizio Idrico Integrato: l’autoconvocazione di tutti i sindaci dell’Ato idrico per giovedì prossimo.
Ne ha dato notizia lo stesso sindaco Fabrizio Di Paola in una lettera che ha inviato al presidente della Regione Siciliana Rosario Crocetta e all’assessore regionale ai Servizi di Pubblica Utilità Nicolò Marino. “Il governo regionale – ha chiesto il sindaco Di Paola al presidente Crocetta – assuma una posizione netta, chiara, immediata, risolutiva, con la emananda legge regionale, preannunziata con la legge 9 gennaio 2013 n.2. La questione acqua è infatti diventata una questione sociale”.

Ma ecco di seguito il contenuto integrale della lettera del sindaco Fabrizio Di Paola:

I cittadini non ne possono più, così come i sindaci. La situazione del servizio idrico è divenuta insostenibile. Il Governo della Regione ha avviato il processo di riforma, per il riassetto complessivo del sistema di gestione dell’acqua. Ma in attesa che la riforma diventi realtà, tutto il peso delle inefficienze altrui sta ricadendo sulle famiglie e sulle spalle dei sindaci.

Non lo posso consentire. Non lo dobbiamo consentire.

Non posso consentire che i miei concittadini subiscano l’aumento immotivato e spropositato delle tariffe idriche in un momento tra l’altro difficile come quello che stiamo vivendo, contro il quale l’Amministrazione comunale di Sciacca ha diffidato la società, con nota del 10 luglio 2013.

Non posso consentire che i miei concittadini facciano lunghe file agli sportelli del gestore privato per chiedere chiarimenti su bollette zeppe di irregolarità.

Non posso consentire che l’opinione pubblica se la prenda con i sindaci che, con la soppressione dei consigli di amministrazione degli Ato Idrici e l’attuale gestione commissariale degli Ambiti Ottimali, non possono al momento incidere direttamente sulle decisioni.

Il governo regionale deve assumere una posizione netta, chiara, immediata, risolutiva, con la emananda legge regionale, preannunziata con la legge 9 gennaio 2013 n.2. La questione acqua è infatti diventata una questione sociale.

La confusione regna sovrana in quanto la citata ultima legge ha di fatto penalizzato solo chi, in ossequio al dettato normativo, ha consegnato le reti al gestore privato.

I sindaci, incolpevoli, sono diventati facile bersaglio di un’opinione pubblica che è sdegnata per quello che sta avvenendo, di una gestione privata di cui ormai si prova un sentimento di rifiuto.

Il cittadino non ha come interlocutore il gestore privato, né il governo regionale, ma solo i sindaci che si ritrovano con le armi spuntate ed ogni tentativo di interlocuzione non é stato produttivo di alcun effetto, trovandosi di fronte un vero e proprio muro di gomma.

Le ultime notizie, sulle dimissioni dell’amministratore delegato di Girgenti Acque, dott. Carmelo Salomone, con un durissimo atto d’accusa nei confronti della società per i metodi di gestione, sono il segnale che si deve intervenire con urgenza. Il governo regionale decida in fretta. Ha fatto il primo passo, faccia ora il successivo, decida come farci uscire da questa situazione. Ci aspettiamo adesso che chi ha rispettato la legge venga premiato, ci tolga da questa impasse, decidendo cosa farne dei contratti stipulati a suo tempo con le società private, senza gravare ancora sui cittadini e sui Comuni.

Nelle more che si assumano le determinazioni definitive e risolutive, – conclude la lettera del sindaco Fabrizio Di Paola – si impediscano, intanto, azioni vessatorie, si richiamino i commissari liquidatori degli Ato Idrici, si annullino gli atti di aumento delle tariffe (tra le più alte in Italia!), si impediscano alle società private attività speculative non in linea con quello che deve essere un servizio pubblico a esclusivo beneficio dei cittadini, senza scopo di lucro.

In attesa di riscontro su quanto rappresentato, preannunzio di avere concordato con il Sindaco di Agrigento e d’intesa con gli altri sindaci del territorio, l’autoconvocazione ad Agrigento dei sindaci della provincia per giovedì 18 luglio 2013 alle ore 17, presso l’ex collegio dei Filippini, al fine di esaminare più compiutamente la situazione e assumere le determinazioni del caso.

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