HomeDai ComuniNaro si prepara ad accogliere Don Calogero

Naro si prepara ad accogliere Don Calogero

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Da ieri, Naro ha un nuovo sacerdote che domenica prossima celebrerà la sua prima messa proprio nella Chiesa Madre del suo paese d’origine.

Si tratta di Calogero Lo Bello che nella Chiesa di Santa Chiara di Canicattì, ha ricevuto dal vescovo Francesco Montenegro l’ordinazione sacerdotale, insieme ad altri tre giovani presbiteri: Antonino La Licata, Giuseppe La Rocca e Aldo Sciabbarrasi.
Don Calogero Lo Bello è stato un brillante studente di medicina presso l’Università Cattolica del Sacro Cuore di Roma sino al 2005, quando la vocazione gli ha fatto intraprendere una via diversa, quella del sacerdozio, cui ieri è definitivamente approdato.

Durante la cerimonia dell’ordinazione, è stato presente in forma ufficiale anche Lillo Burgio, vicesindaco di Naro, in rappresentanza della città cui appartiene la comunità ecclesiale di provenienza di don Calogero.

Ma gli occhi della comunità narese sono tutti puntati sulla cerimonia in corso di preparazione che si svolgerà domenica pomeriggio nella Chiesa Madre di Naro, ove il novello sacerdote celebrerà la sua prima messa, davanti a centinaia di suoi concittadini.

“Sono contento per questa nuova ordinazione sacerdotale – ha dichiarato il vice sindaco Burgio – e mi commuove l’attesa della celebrazione della prima messa da parte di don Calogero che continua la tradizione delle vocazioni religiose a Naro, luogo d’origine di importanti personalità ecclesiastiche, come padre Polizzi e padre Sicilia, recentemente scomparso, come padre Maniscalchi e padre Provenzano (i quali peraltro operano a Naro) e e tanti altri giovani sacerdoti come don Pino Agozzino, don Giuseppe Scozzari, don Antonello De Souza e don Saverio Pititteri.

I preparativi per la prima messa di don Calogero Lo Bello nella Chiesa Madre di Naro sono pronti e l’Amministrazione Comunale ha voluto contribuire in maniera efficace alla cerimonia di domenica prossima, concorrendo al coinvolgimento dell’intera comunità locale nell’evento” conclude Burgio.

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