Home Dai Comuni Agrigento Alessandro Patti scrive al Consiglio: “O si fa Agrigento, o si muore”

Alessandro Patti scrive al Consiglio: “O si fa Agrigento, o si muore”

317 views
0

Aprire un dibattito serio sul futuro della città. E’ questo, in sostanza, il senso della lettera aperta che il consigliere comunale Alessandro Patti, indirizza al consiglio comunale.
Un invito a “smetterla di andare appresso al Sindaco, alle sue promesse di rimpasti (siamo tutti assessori!!) ed al distoglimento dell’attenzione dai veri temi centrali: su tutti, ovviamente, la dichiarazione di dissesto finanziario”.

Ecco il testo della lettera
Egregio Presidente, Illustri Colleghi, Amici,
si avvicina il giorno del nostro primo giro di boa, essendo stati eletti dal popolo agrigentino il 6 e 7 maggio 2012 e chiamati perciò a rappresentarli in seno al Parlamento cittadino.
E’ stato un anno difficile e carico di tensioni, che non hanno certo agevolato il nostro fisiologico rodaggio. Il nostro diffuso entusiasmo, la nostra caparbia determinazione ad essere protagonisti e fautori del risveglio sociale, economico, culturale della nostra amata Agrigento, hanno sin da subito cozzato contro la triste ed amara realtà, di cui molti di noi – neofiti, alla prima esperienza amministrativa – non avevamo tangibile e documentata contezza. Lasciata alle spalle l’asperrima campagna elettorale, avremmo dovuto comunque partecipare (poco importa se dai ranghi della maggioranza o dell’opposizione) alla stagione della “raccolta dei frutti” prodotti dalla precedente Amministrazione; ma ben presto ci rendemmo conto di non ritrovarci nel bel mezzo di un ricco frutteto, bensì in una sterminata distesa di ortiche!

A breve il Sindaco dovrà venire in Consiglio Comunale ad illustrare la relazione annuale del suo operato, che noi però conosciamo già. Sappiamo bene, infatti, che le uniche proposte di deliberazione trasmesseci dalla Giunta negli ultimi dieci mesi, concernono: l’aumento al massimo dei tributi locali; l’accensione di un salatissimo prestito per onorare i debiti nei confronti dell’Ato Gesa; il farsesco bilancio previsionale approvato alla vigilia di Natale ed infine un’innumerevole, defatigatoria, indigeribile sfilza di riconoscimenti di debiti fuori bilancio, nella stragrande maggioranza dei casi derivanti da sentenze di condanna al risarcimento dei danni provocati dal pessimo stato di manutenzione del manto stradale. Quante volte, dagli scranni di Aula Sollano, abbiamo detto: “con le somme dovute per un solo risarcimento, avremmo potuto riparare non una ma dieci buche?” Quante volte ancora dovremo dirlo?
Al Consiglio Comunale competono le funzioni d’indirizzo e controllo politico-amministrativo; tali funzioni e prerogative s’incarnano essenzialmente nell’adozione del bilancio di previsione (indirizzo) e nell’approvazione del rendiconto (controllo).
Per ragioni non solo imputabili all’Amministrazione, ci siamo invece ritrovati ad esitare il bilancio previsionale al 21 dicembre; ergo, abbiamo dovuto soltanto prendere atto del libero, indisturbato ed incontrollato operato in regime di esercizio provvisorio, venendo soprattutto defraudati della nostra prerogativa d’incidere sulla gestione delle entrate e sull’andamento della spesa.

Quel maledetto ed indimenticabile 27 settembre 2012 venimmo però chiamati dal Sindaco – il quale eccezionalmente comparve in Aula – ad un “gesto di responsabilità”: caricare sulle spalle degli onesti contribuenti agrigentini il pesante fardello del collasso economico-finanziario dell’Ente. Quella sera, avendo traumaticamente deciso di rispondere alla chiamata (ma mai mi permetterò di dare dell’irresponsabile a chi decidette di ritirarsi sull’Aventino), garibaldinamente io dissi: qui si fa Agrigento o si muore! Ne venne fuori comunque un coro unanime di critiche all’Amministrazione giacchè, seppur dopo soli quattro mesi, aveva già abbondantemente dimostrato di farsi sorda dinanzi alle sollecitazioni, richieste ed indicazioni provenienti dal Consiglio, tutte aventi un’unica matrice ed un solo obiettivo: razionalizzare la spesa e migliorare la qualità dei servizi. Facendoci carico della latitanza amministrativa della Giunta, abbiamo prodotto, discusso ed approvato una montagna sesquipedale di atti d’indirizzo e mozioni, spesso partoriti all’interno delle commissioni consiliari o in sede di conferenza dei capigruppo.
Ricordo ancora i nostri volti terrorizzati durante le festività natalizie e le nostre continue richieste d’informazioni all’ufficio Ragioneria, sino a quando arrivò l’agognata risposta: gli agrigentini, tra improperi, sacrifici, rinunce e dissanguamenti, hanno comunque e nonostante tutto pagato l’IMU! Nelle casse comunali entrarono 18 milioni di Euro, che avrebbero dovuto dare una vitale boccata d’ossigeno all’Ente. Ma come sono stati spesi? Che fine hanno fatto? Non ci è dato saperlo, perché ad oggi non ci è stato ancora trasmesso il rendiconto (la nostra famigerata funzione di controllo)!
Ad ogni buon conto, nell’eloquente silenzio e col totale disinteresse dell’Amministrazione, continuammo più che mai nel cammino intrapreso, sino ad arrivare alla votazione all’unanimità dell’atto d’indirizzo per antonomasia: quello con cui, sulla scorta delle indicazioni date con gli atti da noi votati sino a quel momento, impegniamo l’Amministrazione a ridurre quanto meno l’Imu sulla prima casa!
Epperò, mentre il Consiglio prova a dibattere intorno alla depurazione, all’Università, al Centro Storico, alla Fondazione Pirandello (ma attendiamo ancora i bilanci!), alle energie rinnovabili, alla gestione del personale, alla Sagra del Mandorlo (abbiamo financo chiesto l’istituzione di un apposito ufficio; ma ad oggi, l’unico ufficio che si occupa di Sagra è quello della Procura della Repubblica!), ai rifiuti, all’estate sanleonina, le energie dell’intera Amministrazione sono concentrate sull’unico vero problema che attanaglia Agrigento: il mercato!

Ho la sensazione, cari amici, che siamo tutti cascati in una perniciosa trappola: arrovellarci, impantanarci e per di più accapigliarci intorno a quisquilie, contribuendo involontariamente al distoglimento dell’attenzione dai veri temi che dovrebbero essere all’ordine del giorno.
Ed allora ritorno alla carica, e rivolgendomi a voi al di là degli sterili steccati partitici ed a fronte di chi distrae le nostre attenzioni a colpi di “Attia di l’ovu!”, io vi dico ancora una volta: qui si fa Agrigento o si muore!
Restituiamo al mittente l’ammaliante richiamo del rimpasto in Giunta ed induciamo l’Amministrazione ad instaurare un confronto politico-amministrativo sui veri temi centrali. Avremmo dovuto già da tempo ritrovarci in piena sessione bilancio, impegnati a tracciare le sorti della vita amministrativa dell’Ente per l’anno in corso; ma questa Amministrazione, nonostante gl’impegni verbali ed i proclami, ce lo impedisce e vuole probabilmente riproporci il clichè dell’anno scorso. Dovrebbe essere il tempo di verificare se tutte le nostre proposte ed idee, tramutate in precisi atti d’indirizzo e mozioni, possano e vogliano essere adottate dal governo cittadino. Vogliamo ancora sentirci dire che la colpa è delle allegre gestioni del passato o degli attuali Governi regionale e centrale, che non hanno a cuore le sorti di Agrigento? Vogliamo davvero sentirci nuovamente raccontare la storiella secondo cui la situazione economico-finanziaria dell’Ente non consente spazi di manovra (beninteso, diversi da quelli voluti dall’Amministrazione)?

Ma se davvero così stanno le cose, non ci rimane che prenderne atto e compiere il necessitato passo successivo: porre fine all’accanimento terapeutico; dichiarare formalmente il dissesto finanziario e commissariare un’Amministrazione incapace di risorgere dalle proprie ceneri, di programmare e soprattutto concertare col parlamento cittadino un percorso di risanamento e sviluppo. Chissà, forse il burocrate che verrebbe chiamato al timone dell’Ente, si rivelerà più sensibile alle istanze del Consiglio Comunale!
Rimango convinto del fatto che questo civico consesso abbia le capacità, professionalità e soprattutto l’autorevolezza per indurre il nocchiere a ritrovare la trebisonda e per tracciare un nuovo, sano ed efficace percorso di sviluppo per la nostra amata città. Per questa ragione auspico che, senza ulteriori indugi, si apra nelle sedi istituzionali un dibattito serio e costruttivo, avente ad oggetto l’agenda programmatica per il futuro di Agrigento.
Agrigento, 30.04.2013

Il Consigliere Comunale
(Avv. Alessandro Patti)

LASCIA UN COMMENTO

Per favore inserisci il tuo commento!
Per favore inserisci il tuo nome qui