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Dal salvataggio alla sala parto: ecco Maria

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Il salvataggio, lo sbarco a Lampedusa e subito il trasferimento in ambulanza al Poliambulatorio di Contrada Grecale. Rita, 38 anni, della Costa D’Avorio, mamma già di due gemelli, minacciava un parto prematuro. Dopo i primi soccorsi di medici ed infermieri del PTE (Punto Territoriale di Emergenza) ed i tamponi effettuati alla partoriente, è stato disposto il trasferimento in elisoccorso a Palermo, ma la signora ha iniziato il travaglio, assistita e continuamente monitorata dagli infermieri.

Alle 23.40 nell’ambulatorio del PTE è nata Maria, nome dato da Rita in onore di Maria Raimondo, infermiera di Corleone, che ha continuamente supportato ed assistito la signora. L’equipe che ha curato tutte le fasi del parto naturale era composta da Michele Bellanca, medico del PTE; Carmine Palmeri, coordinatore della Guardia Medica Ordinaria di Lampedusa; gli infermieri Maria Raimondo e Salvatore Settecase. Presente anche l’anestesista del 118, Achille Tortorici. Durante tutto il periodo di permanenza nel Poliambulatorio si sono prodigati nell’assistenza anche l’equipe dell’emergenza sbarchi e della Guardia medica turistica dell’Isola.
La piccola Maria, pesa 2,5 Kg. e gode di buona salute, così come mamma Rita.
“La forza della vita irrompe in uno scenario da incubo tra mare e sofferenza – ha sottolineato il Direttore generale dell’Asp di Palermo, Daniela Faraoni – la nostra Azienda sanitaria con le sue belle persone che svolgono questo lavoro con sacrificio ed abnegazione ha messo un fiocco rosa alla struttura sanitaria di Lampedusa. Ci vuole cuore e la consapevolezza che questo lavoro è soprattutto missione: non è carriera, non è potere, non è facile guadagno e non è arrivismo o conquista della ribalta. È impegno dietro una mascherina con l’incubo del contagio da portare a casa. E’ presenza anonima, amore, cura silenziosa del nostro prossimo. Benvenuta a Maria e grazie alla Maria infermiera di Corleone e a tutti coloro che si prodigano per gli altri”.
Subito dopo il parto è iniziata una vera e propria gara di solidarietà sia, tra il personale del Poliambulatorio, sia tra la gente di Lampedusa che ha donato copertine, vestitini e tutto l’occorrente per mamma e neonata. Nella notte, Rita e la figlia Maria sono state trasferite in elisoccorso all’Ospedale Ingrassia di Palermo dove si trovano ricoverate per i normali controlli post partum. (nr)

GARA DI SOLIDARIETA’ TRA IL PERSONALE SANITARIO E LA GENTE DELL’ISOLA

PALERMO 1 AGOSTO 2021 – Il salvataggio, lo sbarco a Lampedusa e subito il trasferimento in ambulanza al Poliambulatorio di Contrada Grecale. Rita, 38 anni, della Costa D’Avorio, mamma già di due gemelli, minacciava un parto prematuro. Dopo i primi soccorsi di medici ed infermieri del PTE (Punto Territoriale di Emergenza) ed i tamponi effettuati alla partoriente, è stato disposto il trasferimento in elisoccorso a Palermo, ma la signora ha iniziato il travaglio, assistita e continuamente monitorata dagli infermieri.
Alle 23.40 nell’ambulatorio del PTE è nata Maria, nome dato da Rita in onore di Maria Raimondo, infermiera di Corleone, che ha continuamente supportato ed assistito la signora. L’equipe che ha curato tutte le fasi del parto naturale era composta da Michele Bellanca, medico del PTE; Carmine Palmeri, coordinatore della Guardia Medica Ordinaria di Lampedusa; gli infermieri Maria Raimondo e Salvatore Settecase. Presente anche l’anestesista del 118, Achille Tortorici. Durante tutto il periodo di permanenza nel Poliambulatorio si sono prodigati nell’assistenza anche l’equipe dell’emergenza sbarchi e della Guardia medica turistica dell’Isola.
La piccola Maria, pesa 2,5 Kg. e gode di buona salute, così come mamma Rita.
“La forza della vita irrompe in uno scenario da incubo tra mare e sofferenza – ha sottolineato il Direttore generale dell’Asp di Palermo, Daniela Faraoni – la nostra Azienda sanitaria con le sue belle persone che svolgono questo lavoro con sacrificio ed abnegazione ha messo un fiocco rosa alla struttura sanitaria di Lampedusa. Ci vuole cuore e la consapevolezza che questo lavoro è soprattutto missione: non è carriera, non è potere, non è facile guadagno e non è arrivismo o conquista della ribalta. È impegno dietro una mascherina con l’incubo del contagio da portare a casa. E’ presenza anonima, amore, cura silenziosa del nostro prossimo. Benvenuta a Maria e grazie alla Maria infermiera di Corleone e a tutti coloro che si prodigano per gli altri”.
Subito dopo il parto è iniziata una vera e propria gara di solidarietà sia, tra il personale del Poliambulatorio, sia tra la gente di Lampedusa che ha donato copertine, vestitini e tutto l’occorrente per mamma e neonata. Nella notte, Rita e la figlia Maria sono state trasferite in elisoccorso all’Ospedale Ingrassia di Palermo dove si trovano ricoverate per i normali controlli post partum. (nr)

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