“Da velocista a maratoneta grazie a lavoro, sacrifici e tanta passione”: intervista a Edna Caponnetto

Il suo segreto? Gambe, testa e cuore….ed un allenatore un po’ speciale.

Buongiorno amici podisti oggi ho l’onore di raccontarvi la storia di Edna, la punta di diamante della GS Valle dei templi che, reduce dal successo alla maratona di Milano dello scorso 8 aprile, si racconta con generosità in questa intervista.

Edna è un’atleta, una moglie una madre; e, come vedremo, tra questi tre ruoli non c’è quasi soluzione di continuità: allenata dal suo stesso marito, Salvo Grenci, Edna ha anche due figli a cui trasmette, ogni giorno, l’importanza del lavoro e del sacrifico per il raggiungimento dei propri obiettivi.

EDNA CAPONNETTO: IL FIORE ALL’OCCHIELLO DEL PODISMO AGRIGENTINO, REDUCE DAL BRILLANTE SUCCESSO ALLA MARATONA DI MILANO, SI RACCONTA

Per curarli da vicino ha messo da parte la sua laurea in lingue e letterature straniere moderne, e adesso li accompagna nella crescita e li sprona a spiccare i volo, ad essere curiosi del mondo e della vita.

E i ragazzi  possono essere orgogliosi della loro mamma: un’atleta dai risultati straordinari che vanta personali di tutto rispetto :

  • 10km : 40’04
  • Mezza: 1h28’22 nel 2013 ( per poi andare nuovamente sotto l’1.30 alla recente mezza maratona di Agrigento, su un percorso tutt’altro che pianeggiante)
  • Maratona: 3h06’44 a Milano – 08 aprile 2018 – con cui è salita al secondo posto del podio di categoria!

Non senza sacrifici!

“Mi sono ripresa quest’anno dopo 1 anno di infortuni ma ho sempre tenuto duro e non ho mai mollato. Non sono il tipo che molla” racconta.

Ho chiesto a Edna di raccontare la preparazione a questa gara ed anche le emozioni che ha provato durante la competizione.

Ha raccontato di una preparazione perfetta con ottime sensazioni in allenamento .

Da fine maggio ha anche iniziato a seguire una dieta molto più equilibrata andando da un nutrizionista per eliminare i pochi  kg in più che nella corsa non aiutano.

“Il giorno prima della maratona ho cercato di stare tranquilla e non preoccuparmi più di tanto per il caldo che abbiamo trovato a Milano.  Mi sono detta ” vengo dal sud e per me questo non sarà in problema “.

Io e mio marito abbiamo rivisto il percorso e fissato i passaggi più importanti. La sera non riuscivo a prendere sonno l’adrenalina era già in circolo. Poi è arrivato il momento della partenza ed ero tranquilla. Scherzavo  con i miei compagni di squadra venuti anche loro per correre la maratona. 

Quando ho sentito lo sparo ho capito che iniziava per me una bellissima avventura. Ho un sorriso stampato in faccia dal primo km fino all’ultimo.  Il mio compagno di squadra Antonio Criminisi mi diceva, sin dal 3km, che andavo troppo forte, ma le sensazioni mi dicevano che andava bene così.

I passaggi sono stati regolari. Non ho voluto osare di più ma alla mezza sono passata con anticipo ed ero fresca. La maratona non perdona , mi dicevo. Quindi sono andata in progressione e ho osato di più negli ultimi sette km. È  stata una maratona all’insegna del puro divertimento senza un dolore e senza avvertire alcuna fatica”.

Oltre alla gambe , fortissime, qual è il tuo segreto?

“Oltre alle gambe bisogna usare il cervello per dosare bene le proprie energie e così ho fatto io. Gli allenamenti c’erano e quel giorno a Milano è  stato meravigliosamente tutto perfetto!!!

All’arrivo non volevo crederci….e per tutto il giorno ancora stentavo a credere a quello che avevo fatto. Ma io penso che se uno crede veramente in quello che fa e non molla quando sopraggiungono infortuni e difficoltà di vario tipo ci può riuscire”.

Quanto ha ragione Edna! Solo con la volontà e il sacrificio si raggiungono gli obiettivi prefissati ed è una vera sfida con se stessi. Quando nasce la tua passione per la corsa?

Ho iniziato a correre alla tenera età di 6 anni  seguendo mia sorella che andava dalla  prof.ssa Irene Grenci. E per una che in pista faceva velocità non è molto facile trasformarsi in maratoneta. Ma quest’avventura l’ho iniziata nel 2011. La passione per la corsa non l’ho mai abbandonata anche quando studiavo all’università. Lo sport è una parte importante della mia vita. 

Ritornare a gareggiare mi è servito moltissimo per poter vivere serenamente anche in famiglia. Lo consiglio a tutte quelle donne che hanno il desiderio di ritrovare qualcosa dentro che hanno perso col passare del tempo. Meglio che andare dallo psicoanalista  (nulla togliendo a questa categoria di specialisti ).

Edna, tuo marito, Salvo Grenci, è anche il tuo allenatore. Lui “rompe “ di più come marito o come coach?

Era il mio allenatore quando gareggiavo in pista. E diventando mio marito….è un’arma a doppio taglio.

Lui dice che rompe di più come marito. Io dico che forse ha ragione ma …anche come allenatore non scherza. Non è l’ultimo arrivato in questo settore. È uno che ha una grande esperienza alle spalle e quando segue gli allenamenti se non fai come dice lui ….apriti cielo!!!!

Sa che siamo master. Ma la sua professionalità è  tale che quando ci siamo rimessi in gioco con le gare ha detto “o segui me o ti cerchi un altro allenatore”. Ci divertiamo molto. Ed è questo quello che conta di più.

Ringrazio Edna pubblicamente per la generosità del suo racconto. La sua è una passione forte e travolgente; ho avuto l’occasione di correre con lei in un paio di occasioni ( intendiamoci non alla stessa velocità, magari!) ed  è una donna forte e determinata che insegna ad andare avanti, a crederci  a non molare mai.

Perché in fondo l’insegnamento più importante del sport è questo: disciplina, lavoro e determinazione per raggiungere i propri obiettivi.

Nessuno ti regala niente, meno che mai la distanza “regina”, i 42.195 bisogna guadagnarseli con sacrificio e passione.

A Edna vanno i miei più vivi e sinceri complimenti per il risultato della scorsa domenica; salire sul secondo gradino del podio di categoria in una gara di livello interazione come la maratona di Milano non è un’impresa semplice, anzi!

Goditi il successo….ci vediamo in strada come al solito!

Tanto so quando beccarti: qualche metro dopo tuo marito che ti precede in bici.