Rinuncia indennità: “Zambuto e la tattica degli effetti speciali”. Nota dei consiglieri di opposizione

I consiglieri comunali di Agrigento di Forza Italia, Gruppo Misto, Patto per il Territorio e il consigliere Dino Galante, intervengono a seguito della rinuncia, annunciata in conferenza stampa dal sindaco di Agrigento, Marco Zambuto, alle indennità di carica sue e degli assessori dal prossimo mese di maggio e fino al prossimo dicembre.
I consiglieri affermano: “Il codice penale, all’articolo 661, punisce colui che abusa della credulità popolare. Ebbene, noi non riteniamo che il sindaco di Agrigento, Zambuto, abbia commesso un reato abusando della credulità popolare. In campagna elettorale a volte si esagera, e se si considera che la campagna elettorale è solo da poco tempo iniziata, allora è facile dedurre che Zambuto, candidato all’Europee con il suo quarto partito di adozione, il Partito Democratico, userà ancora la tattica degli “effetti speciali” fino al 25 maggio. Noi consiglieri ci limitiamo a svolgere delle riflessioni politiche : gli agrigentini hanno tollerato e digerito, loro malgrado, la recente ridicola iniziativa dell’appello di Zambuto ai cinesi affinché invadessero Agrigento. Adesso, però basta: da 2 anni il Consiglio comunale invita Zambuto e la sua Giunta a rinunciare all’indennità di carica, così come il Consiglio ha rinunciato al gettone di presenza. E Zambuto ha risposto voltandosi sempre dall’altra parte. Adesso che è candidato all’Europee rinuncia all’indennità per ammortizzare a favore dei cittadini meno abbienti le aliquote della tassa sulla casa che lui stesso ha aumentato al massimo consentito. E ciò con gli opportuni accorgimenti : infatti, da maggio a dicembre. Dunque, se Zambuto è eletto, da giugno di euro ne guadagnerà 20mila al mese, come premio degli agrigentini per le promesse che non ha mantenuto. Se invece non è eletto, si sacrificherà fino a dicembre, e poi? E poi chi se ne fregherà più dei meno abbienti che pagano la tassa sulla casa tra le più esose di tutta Italia.
Concludiamo con una dichiarazione di principio che non è riferita al caso Zambuto: in campagna elettorale, anche se si è in campagna elettorale, bisognerebbe sempre conservare un minimo di dignità e di rispetto per l’intelligenza delle persone”.