Lampedusa è già in fermento: Papa Leone XIV visiterà l’isola il prossimo 4 luglio. L’annuncio ufficiale è stato dato nel corso di una conferenza stampa dall’arcivescovo di Agrigento, Alessandro Damiano, alla presenza del clero locale.
La notizia ha suscitato immediatamente entusiasmo e un lungo applauso tra i presenti. Si tratta, come sottolineato dallo stesso prelato, di un evento che rappresenta un “motivo di profonda letizia per la Chiesa agrigentina”. La visita del Pontefice assume un significato particolarmente simbolico per la comunità isolana. Lampedusa, infatti, aveva già accolto l’8 luglio 2013 il suo predecessore, Papa Francesco, nel suo primo viaggio apostolico dopo l’elezione al soglio pontificio.
La promessa di tornare sull’isola era stata percepita lo scorso 12 settembre, quando Papa Leone XIV aveva inviato un videomessaggio agli abitanti in occasione della proposta di candidatura di Lampedusa a Patrimonio Immateriale UNESCO.
In quell’occasione il Santo Padre aveva salutato la comunità con un’espressione del dialetto locale:
“O’scia’!. Il soffio, il respiro: questo vi augurate, salutandovi nel vostro dialetto. E così vi salutò nel 2013 il nostro amato Papa Francesco quando venne tra voi: fu il suo primo viaggio. Sapete che nella lingua della Bibbia il soffio, il respiro sono ciò che noi traduciamo ‘lo Spirito’. E così, nel salutarci – oggi a distanza, ma spero presto in presenza, di persona – come credenti noi invochiamo gli uni per gli altri lo Spirito Santo, il soffio di Dio”.
Parole che oggi assumono un valore ancora più concreto alla luce della visita annunciata, che segnerà un nuovo momento di incontro tra il Pontefice e la comunità di Lampedusa.