Campobello di Licata ricorda l’On. Giglia

di Enzo Di Natali – Nonostante siano passati 35 anni dalla sua morte, il democristiano on Luigi Giglia è presente nel ricordo di una moltitudine di persone, anche giovani, perché per trent’anni fu uno dei protagonisti della politica agrigentina, regionale e nazionale. Luigi Giglia sarà ricordato Sabato prossimo nell’Aula Consiliare della sua città natale, Campobello di Licata, dopo il saluto del sindaco Giovanni Picone, con una serie di testimonianze: Marco Zambuto, Totò Schillaci, Lillo Butera, Stefano Giglia, Renato Rametta, Ciro Messina, Nonò Camilleri, Giovanni Tesè, Angelo Burgio e Giovanni Di Maida, sarà ricordato lo statista politico. 

Tutte persone che hanno lavorato a fianco dell’on. Giglia e, pertanto, possono riferire particolari tali da poter arricchire la storiografia politica su una delle figure chiavi della politica agrigentina. L’iniziativa è stata organizzata dal Centro di Bioetica  Evangelium vitae, presieduta dal prof. Enzo Di Natali.  

L’iniziativa rientra nel primo centenario della fondazione del Partito Popolare durante il quale, oltre Luigi Giglia, in provincia di Agrigento saranno ricordati Salvatore Scifo, Giuseppe Sinesio, Michele Mongiovì, Giuseppe La Loggia, Angelo Bonfiglio, Gaetano Trincanato, politici che furono popolari e democristiana. 

In questi anni, in molti Comuni della provincia di Agrigento sono state dedicate strade, vie principali, ville, aiuole, biblioteche a Luigi Giglia, tra cui prestigiosa Aula del Consiglio Provinciale di Agrigento.

Per capire l’impegno di Luigi Giglia bisogna avere presente la sua formazione politica, culturale, spirituale e sociale. Egli subì il fascino dello zio sacerdote, padre Giglia, parroco del popoloso quartiere di san Giuseppe che si prodigò a favore dei poveri, intervenendo spesso con il suo aiuto personale economico, distribuendo gratuitamente la pasta che la famiglia produceva tramite un apposito pastificio. Luigi Giglia fu così sensibile ai problemi della povertà sociale, condividendone anche le condizioni, tanto che si fece ammirare dal suo compagno di studi lo scrittore empedoclino Andrea Camilleri. Tra i due, nonostante le divergenze politiche, l’uno democristiano e l’altro comunista incallito, rimase una profonda amicizia nel tempo. E la morte prematura di Giglia, appena 54 anni, fu un grave dolore per il futuro scrittore di fama internazionale.

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