“Madame Marguerite” apre la Rassegna teatrale Mariuccia Linder

Presso il Teatro della Posta Vecchia di Agrigento prende il via la Rassegna Teatrale “Mariuccia Linder – Una vita per il teatro il teatro per la vita”, curata da Salvatore Di Salvo, Direttore Artistico dell’Associazione Culturale TeatrAnima di Agrigento. La rassegna è dedicata a Mariuccia Linder, attrice agrigentina prematuramente scomparsa nel maggio del 2011 e nasce con l’intento di continuare a tenere vivo il ricordo artistico ed umano dell’attrice.

La serata di esordio avrà luogo sabato 27 ottobre alle ore 21.00, con replica domenica 28 ottobre alle ore 18.00,  con la messinscena “Madame Marguerite”,  monologo tragi-comico per una donna impetuosa di Roberto Athayde, nella traduzione di Mariella Fenoglio.  Lo spettacolo sarà interpretato dagli attori Elena Pau e Jackson Adzovic (nel ruolo dell’allievo). L’impianto scenico ed i costumi sono di Salvatore Aresu e la regia è firmata da Marco Parodi per una produzione de “La Fabbrica Illuminata” di Cagliari. Il testo della rappresentazione è stato il cavallo di battaglia di mostri sacri in Italia e all’estero tra i quali Anna

Proclemer (al festival di Spoleto e poi a Roma e Milano, sempre in teatri esauriti) ed Annie Girardo (al Theatre de la Gaité di Mantparnassea Parigi). Si tratta di un magnifico monologo che ha per protagonista Madame Marguerite, un’insegnante descritta nelle varie sfaccettature della sua professione in quanto, nel delinearne la figura, l’autore non ha fatto riferimento alla mera istituzione scolastica ma anche alle mille forme che può assumere l’autorità, alle coercizioni più sottili, alle strutture educative che non possono non essere impositive e verticali. Nell’opera, infatti, l’aula di insegnamento rispecchia il potere della famiglia, il potere dello Stato sui cittadini e, infine, quello dell’attore sul pubblico. Non a caso il testo fu scritto da Athayde nel periodo in cui in Brasile governava la dittatura militare.

La scena si svolge esclusivamente in un’aula scolastica dove la bizzarra insegnante, sospinta dal sonoro tornado wagneriano della “Cavalcata delle Walchirie”,  prende violentemente possesso del proprio ruolo: dopo essersi telegraficamente presentata agli allievi scrive a tutte lettere, col gessetto sulla lavagna, l’antica parola “culo”, quindi, con la massima  disinvoltura, disegna altrettanto chiaramente un membro maschile definendolo con poetica immagine geografica “il Capo di Buona Speranza”.  Una bizzarra presentazione che si adatta al clima da commedia dello spettacolo ma che fondamentalmente offre un lungo soliloquio che si sostanzia nella dominante personalità dell’insegnante in cattedra, solitaria ma non silenziosa, come una lupa verghiana straripante e a volte persino feroce, verbalmente prolissa.

Le lezioni impartite agli allievi risultano pregne di un inflessibile e minaccioso moralismo, malcelato quanto tradito da un furibondo subcosciente ossessionato dall’erotismo mal represso, mentre l’invasata furia è frutto di un didattico delirio da antica Sibilla irragionevole che si declama addosso rabbiosamente la propria paranoia schizofrenica ispirata dal drammaturgo Eugène Ionesco, deus optimus maximus di ogni stralunato assurdo. Di contro emergono gli allievi maltrattati a sangue, buoni buoni e basiti, che apprendono a suon di ingiurie, di sevizie e di violenze, le basi del vivere sedicente civile: dalla biologia all’evoluzione, dall’aritmetica alla semantica, dalla droga alla circolazione. Uno spettacolo senz’altro interessante per la stravaganza dell’impostazione e per l’originalità del linguaggio scenico.   Per eventuali altre informazioni o per prenotazioni è possibile contattare il Teatro della Posta  vecchia al numero telefonico 0922 26737 oppure l’Associazione Culturale TeatrAnima al numero telefonico 3270044269 .