“Ludopatia può compromettere capacità di intendere e di volere”, chiesta perizia per ex direttore delle Poste

Si è celebrata oggi innanzi al GUP Stefano Zambuto, l’udienza preliminare a carico di un ex Direttore delle Poste di Agrigento, accusato di essersi appropriato di circa 300.000,00 euro, mediante prelievi effettuati sui libretti giudiziari in custodia a Poste Italiane s.p.a..

Il caso, tuttavia, appare singolare poiché le somme di cui si sarebbe appropriato l’imputato, assistito dagli Avv.ti Angelo Farruggia e Annalisa Russello, sembrerebbero, così emerge dagli atti di indagine, essere stati interamente destinati al consumo di gratta e vinci, all’epoca dei fatti venduti anche presso le poste.

Proprio per tale ragione l’Avv. Angelo Farruggia, dopo avere prodotto una Consulenza Tecnica a firma del Prof. Eugenio Aguglia, Professore Ordinario dell’Università degli Studi di Catania, e tutta una serie di altri documenti volti a comprovare che l’imputato risultava affetto da ludopatia (ovvero da dipendenza da gioco d’azzardo), ha richiesto il giudizio abbreviato condizionato all’espletamento di una perizia psichiatrica finalizzata ad accertare se la dipendenza da gioco appariva idonea a compromettere la capacità di intendere e di volere dell’imputato al momento del fatto.

Mentre il P.M. ha ritenuto opportuna la perizia, Poste Italiane S.p.a., costituita parte civile, si è opposta alla richiesta.

Il G.U.P. Stefano Zammuto ha accolto la richiesta del difensore, ammettendo la perizia e l’esame del consulente di parte, e ha rinviato per il conferimento d’incarico al 13 novembre.

Il caso rischia di assumere rilievo nazionale in ragione della gravità del fenomeno, di cui oramai si è preso coscienza, che registra solo in Italia, stando alle statistiche, con trend in crescita, circa 900.000 persone, degli almeno tre milioni dediti al gioco dei gratta e vinci e delle lotterie in genere, affetti da ludopatia.

E mentre lo Stato incassa, con un volume d’affari che, stando alle stime pubblicate nel 2017, si aggira attorno ai 96 miliardi di euro, intere famiglie vengono distrutte.