Sciopero dei dipendenti postali, sindacati sul piede di guerra: “sciopero per tutelare i lavoratori”

Sciopero delle prestazioni straordinarie e/o aggiuntive dei dipendenti postali. “Dopo una prima azione di sciopero – affermano i sindacati – nulla è cambiato, anzi non vi è stato nessun interesse aziendale a discutere seriamente delle problematiche”.

“Noi andremo avanti ribadendo alcuni elementi essenziali per la tutela dei lavoratori.

Per la Cisl, la Cgil, la Uil, la Failp,la Confsal e Ugl “Il clima nei posti di lavoro è disumano, pressioni commerciali ai limiti, ferie fuori dalle regole, esiguo numero di trasformazioni dei part time, buoni pasto non esigibili da diversi mesi, sono alcuni dei motivi che hanno spinto ad indire l’ennesimo sciopero”.

“I Lavoratori – spiega il segretario regionale della Cisl Poste Giuseppe Lanzafame – sono ormai in balia delle volontà del capo di turno e per quest’ultimo il dipendente ha sempre torto”.
“L’Azienda non applica le regole degli accordi sottoscritti e questo è uno dei tanti motivi per i quali abbiamo indetto lo sciopero”.

“I dipendenti di Poste Italiane – afferma il sindacalista – vivono in costante pressione ed hanno paura di sbagliare, in un clima da caccia alle streghe”.

“Mentre negli uffici postali – conclude Giuseppe Lanzafame – non vi sono più operatori di sportello, l’Azienda dichiara eccedenze di personale e abbandona gli ottocento lavoratori part time, che dopo otto anni di precariato, hanno il sacrosanto diritto di crearsi un futuro. Poste Italiane ha abbandonato questi giovani al loro destino e questo non lo troviamo corretto”.

“La situazione non è migliore nel settore postale, che è ormai completamente allo sbando. Il lavoratore non è più una risorsa da valorizzare, ma viene considerato semplicemente un numero da sfruttare, per poi essere messo da parte e mobbizzato”.

“Dietro finti sorrisi di circostanza si cela una violenza psicologica inaudita. Andremo avanti con le nostre battaglie e con ulteriori iniziative che saranno a breve comunicate”.