Viabilità e infrastrutture, Cimino: “Agrigento appartiene ai suoi cittadini”

E’ assolutamente impensabile che Agrigento continui a ricevere proclami su chiusure di strade per renderle ciclabili che nulla hanno a che vedere con la fruibilità della città da parte dei suoi abitanti. Agrigento appartiene ai suoi cittadini”.

Lo afferma Alfonso Cimino, presidente dell’Ordine degli Architetti di Agrigento, riferendosi alla paventata chiusura al traffico veicolare di via Passeggiata Archeologica e viale Enrico La Loggia.

Il progetto – prosegue Cimino – di chiudere viale La Loggia, utilizzando un concorso di idee, per trasformarlo in pista ciclabile e area pedonale, è irrealizzabile. La chiusura al traffico veicolare, di fatto, congestionerebbe la circolazione stradale urbana senza pensare che, attualmente, la città è isolata dal resto della provincia. Così come è impensabile ed inattuabile, pedonalizzare via Passeggiata Archeologica. Ci siamo opposti, già negli anni precedenti, a questi progetti e continueremo a farlo perché il rischio è di isolare la città dai suoi quartieri satelliti. E questo, è un processo inverso rispetto all’avvicinamento dei quartieri satelliti e della Valle dei Templi alla città. Agrigento appartiene ai suoi cittadini. Invece di pensare a chiudere le strade, occorre intervenire per il ripristino di tutte le strade carrabili urbane. Gli Architetti di Agrigento, lo chiedono con forza. Inoltre, siamo contrari all’utilizzo dei concorsi di idee che servono solo a far lavorare inutilmente i colleghi senza poi ricevere l’incarico di progettazione”.

La paventata chiusura delle due importanti arterie, non è l’unico argomento di interesse sulla viabilità.

Dopo il crollo del ponte Morandi di Genova, l’onda emozionale e la paura hanno fatto sì che diventasse pressante l’abbattimento del nostro ponte Morandi – dichiara Alfonso Cimino – Ora, è necessario comprendere, a prescindere da quale siano le risultanze delle riunioni in programma tra il Comune e gli enti preposti, che il Ponte può essere abbattuto soltanto se, attraverso opportune indagini e diagnosi, si accerta effettivamente la non appropriatezza di interventi di manutenzione straordinaria. Viceversa, non possiamo pensare di abbattere il Ponte se, attraverso interventi di manutenzione straordinaria, questo può essere ancora utilizzato. La demolizione ha, forse, un costo superiore alla manutenzione straordinaria e, tra l’altro, non potremmo mai riportare il paesaggio così come era prima della sua realizzazione, il danno ambientale è stato già commesso e non potrà essere recuperato. L’eventuale abbattimento del ponte Morandi, deve dipendere da valutazioni tecniche e non sentimentali. Per quanto riguarda le infrastrutture, occorre un progetto generale, non singole idee e proclami che poco si legano con una pianificazione urbanistica e di rigenerazione della nostra città. Il ruolo della pianificazione urbana è quello di far stare bene i propri cittadini e rendere vivibile e fruibile la propria città. Oggi, seguiamo onde emozionali che ci allontanano dai veri problemi di Agrigento partendo dal ripavimentare le strade, dal decoro urbano, dal ricongiungere la Valle dei Templi a tutta la città e ai suoi cittadini, rigenerare il centro storico partendo dalla via Atenea come luogo naturale e commerciale della nostra città, ripensare al fronte a mare di San Leone e tante altre emergenze che riteniamo siano state per troppo tempo dimenticate a scapito dei cittadini”.