Estorsioni: l’appello di Ignazio Cutrò (TdG) agli  imprenditori e alle associazioni di categoria. “facciamo squadra e  denunciamo”

“Mai piegare la testa al racket, gli imprenditori siciliani  che come me, come Daniele Ventura e Vincenzo De Marco, hanno scelto di  denunciare, hanno si perso tutto ma non la dignità, per questo motivo  invito tutti gli artigiani, commercianti e imprenditori taglieggiati ad  affidarsi alla giustizia e a denunciare gli estorsori”.

Questo è il nuovo appello lanciato dal presidente dell’associazione nazionale Testimoni di Giustizia Ignazio Cutrò che invita anche le  associazioni di categoria e le organizzazioni sindacali ad intensificare  le attività di sensibilizzazione alle denunce.

“Nonostante le minacce e la rinuncia alla scorta  – continuerò  personalmente ad accompagnare dalle forze dell’ordine tutti gli  imprenditori che vogliono scegliere un percorso di legalità, un cammino – dice ancora il Testimone di Giustizia- che però deve essere sostenuto da una vera e propria squadra formata dagli organi dello Stato ma anche
dal mondo dell’associazionismo e sindacale perché per sconfiggere la mafia, non bastano gli sforzi dei singoli ma ci vuole il contributo di molti. Un lavoro di coalizione che però non deve essere finalizzato solamente alla consegna alla giustizia dei mafiosi ma che aiuti chi
denuncia a continuare a vivere e lavorare serenamente nella propria terra”.

Secondo i dati del ministero dell’Interno, in Provincia di Agrigento dal 1 giugno al 31 dicembre del 2017, si è registrato un incremento delle denunce di casi di estorsione pari al 78% rispetto al semestre precedente.
Sempre nello stesso periodo però sono cresciuti anche i casi di minacce, +20% con oltre 400 episodi accertati  nell’agrigentino.  In aumento anche i danneggiamenti – oltre 500 episodi – di vigneti e uliveti. Dati che preoccupano ma che secondo la Direzione Investigativa Antimafia di Agrigento sono sostanzialmente in linea con l’ultimo quinquennio.

Le estorsioni, tradizionalmente precedute da minacce, intimidazioni e danneggiamenti, colpiscono imprenditori e operatori commerciali dei settori più diversi. La crisi di liquidità poi porta la mafia a concentrarsi principalmente sui piccoli imprenditori e commercianti al
minuto.

Secondo la DIA c’è ancora un nutrito gruppo di imprenditori compiacenti che mettono a disposizione dell’organizzazione mafiosa la propria impresa, con i relativi requisiti economici e tecnici, al fine di turbare gare di appalto, o prestandosi a partecipare in associazione temporanea di impresa per conto di cosa nostra, ed è anche a questi imprenditori compiacenti che è rivolto l’appello del presidente
dell’associazione Testimoni di Giustizia che incalza “se siete con loro siete come loro, come ho più volte detto – conclude Cutrò – l’aver denunciato i miei estorsori, ha cambiato la mia vita e quella della mia famiglia, ma mi rende orgoglioso per essermi ribellato al malaffare  fidandomi delle Istituzioni e di avere ottenuto, grazie alla mia testardaggine, alcune normative che oggi sono riferimento per tutti i Testimoni di Giustizia”.