Aragona, nonostante dissesto, l’amministrazione non rinuncia all’indennita’ di carica

Consiglio comunale al vetriolo quello di martedì 31 luglio, nel quale non sono mancati insulti e offese personali.

In realtà, gli ultimi consigli comunali hanno avuto tutti lo stesso tenore, soprattutto dopo che l’Amministrazione comunale, guidata dal sindaco Giuseppe Pendolino, ha dichiarato il dissesto finanziario.

Grida, liti furiose e accuse, sono diventate oramai all’ordine del giorno, dando uno spettacolo, che i cittadini, non meritano di vedere. E i protagonisti sono sempre gli stessi.

Un dissesto, che la compagine politica dell’attuale Primo Cittadino, nel corso della campagna elettorale, dichiarava di non voler assolutamente fare, perché la loro intenzione era “di amministrare e non di dissestare”.

Ma non solo. Lo stesso Peppe Pendolino, dal palco di piazza Umberto I nel giugno 2017, ebbe a dichiarare che era sua intenzione “di ridurre in bolletta la tassa dei rifiuti di almeno del 15%”.

Ma le parole sono diverse dai fatti . E i fatti sono stati altri. A meno di un anno dal suo insediamento, l’Amministrazione comunale ha optato non solo per dichiarare il tracollo finanziario, ma di riduzione di tasse non se ne parla lontanamente. Anzi.

E a dire che la gran parte dei consiglieri comunali, siedono sugli scranni del Palazzo di Città da almeno dieci anni. Non sapere della situazione economica finanziaria, risulterebbe difficile.

Quello che è sotto gli occhi di tutti – e come si evince dalla foto che abbiamo pubblicato – è un paese sporco, l’acqua arriva con il contagocce creando notevoli disagi, e i netturbini spesso non ritirano la spazzatura, costringendo i poveri cittadini a tenersi per giorni i rifiuti a casa.

Ma torniamo al Consiglio di giorno 31 luglio. Il gruppo consiliare “Uniti possiamo” ha proposto al Sindaco e alla sua Giunta di ridurre l’indennità di carica, in virtù di un dissesto finanziario che pesa come un macigno.

Ma la risposta è stata negativa e nessuno dell’Amministrazione si è detto disponibile a rinunciare o quantomeno diminuire l’indennità di carica.

Indennità che pesano non poco sulle casse comunali.

Rinunciare all’indennità di carica avrebbe rappresentato un atto di responsabilità nei confronti della città e dei cittadini, gravati da tasse elevate e servizi al collasso. Invece no! Non è stato così. Ogni cittadino tragga le proprie conclusioni.