“Mamme insegnanti” incontrano il ministro dell’Istruzione Bussetti

Una delegazione di mamme docenti della provincia di Agrigento, con figli disabili al loro seguito , incontreranno il Ministro della Pubblica Istruzione Marco Bussetti e il Ministro della Famiglia e della disabilità Lorenzo Fontana per consegnare il plico con le 15 mila firme dei cittadini che hanno sostenuto la campagna “NON POSSIAMO LASCIARLI SOLI” lanciata sulla piattaforma PROGRESSI.ORG.

Questo incontro avrà una doppia finalità, dicono le mamme docenti con figli disabili gravi, chiederemo “oltre al provvedimento legislativo che necessariamente dovrà seguire il suo corso, di adottare misure che affrontino e risolvano la problematica in questione, a partire da questo anno scolastico 2018/2019 con una circolare ministeriale da inoltrare agli URS, così da rendere realisticamente possibile quell’OVE POSSIBILE che da sempre ci ha impedito di conciliare i tempi di vita e di lavoro lasciando i nostri figli disabili al 100% privi della dovuta assistenza.  La norma recita infatti che il nostro diritto di lavorare vicino casa è “ove possibile”, ma se questa possibilità non si verifica siamo posti dinnanzi ad una scelta: se assisterli o abbandonarli, per il bisogno di andare a lavorare. I nostri figli sono disabili sempre, non “ove possibile”!”. In attesa che si colmi il vuoto legislativo, si appellano quindi ad una soluzione anche tampone che permetta loro di lavorare nello stesso comune di residenza del figlio affetto da una sola patologia inguaribile, anche in soprannumero, mentre attualmente i posti disponibili vengono occupati da chi riesce ad accumulare patologie lievi come l’asma, raggiungendo il 67% di disabilità. La modifica legislativa che chiedono, riguarda un emendamento dell’art. 7 del Testo Unico (d.lgs. 165/2001) e aggiunto il comma 3-bis. “ a tutela e sostegno della genitorialità, al personale di ruolo dipendente dalle pubbliche amministrazioni con figli disabili in situazione di gravità ai sensi dell’art. 3, comma 3 della Legge 104/1992, è riconosciuto come criterio di priorità l’assegnazione della sede di servizio nel comune di residenza del figlio, in soprannumero o in posizione di comando.”  Oppure, in alternativa, chiediamo una soluzione che impedisca il disgiungimento familiare nel caso di figli disabili, analogamente a quanto previsto per il personale coniuge di militare o di categoria equiparata». Oggi, non esiste una norma che concili tempi di vita e di lavoro dei genitori dei malati gravi, invece del congiungimento, si compie il disgiungimento familiare di Stato.  Per questo l’appello è rivolto anche alla Ministra per la Pubblica Amministrazione e al Ministro per la Disabilità: Il Testo Unico del pubblico impiego disciplina, tra le altre cose, norme per la conciliazione dei tempi di vita e di lavoro ma non si occupa di quelli dei genitori di disabili gravi, caricati dal doppio onere di dover assistere figli che soffrono e che non saranno mai autosufficienti, “lasciati soli”.

«Diamo voce ai nostri figli gravemente malati, loro non possono parlare a causa delle patologie che li affliggono. Non possiamo lasciarli soli».

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