Comune Agrigento, Spataro: “Sì alle misure correttive ma a condizione che…”

Il consigliere comunale di Agrigento, Pasquale Spataro, di Forza Italia, rileva che il sindaco, Calogero Firetto, durante una seduta della commissione Bilancio, ha affermato che la mancata approvazione delle misure correttive da parte del consiglio comunale rappresenterebbe l’anticamera del dissesto finanziario. “Secondo tale impostazione – aggiunge Spataro – il dissesto sarebbe addebitato ai consiglieri comunali che non approverebbero le misure correttive, che il consiglio comunale attende da oltre due anni dall’amministrazione Firetto. Si conferma dunque una politica solitaria da parte dell’amministrazione, per la quale il consiglio comunale svolge solo un ruolo marginale, che dovrebbe mettersi sull’attenti senza una discussione di merito sui provvedimenti, appiattendosi su una posizione di subalternità.

Io non ci sto – sottolinea Spataro – e, in un periodo in cui si parla di contratti, ne propongo
uno al sindaco: siamo disposti a votare le misure correttive se saranno precedute da altri atti che veramente rendano un segnale ai cittadini, che soffrono la cronica mancanza di servizi pagati invece con tariffe al massimo. Si tratta di ridurre le indennità di sindaco e giunta del 50%, per un risparmio di circa 200mila euro. Ridurre le indennità del presidente del consiglio del 50% con un
risparmio di 25mila euro. Revocare l’incarico al capo di gabinetto esterno ed affidare l’incarico
ad un funzionario interno con un risparmio di 45mila euro. Revocare l’incarico all’addetto stampa ed affidare l’incarico ad un funzionario interno con un risparmio di 20mila euro. Revocare tutti gli incarichi anche a titolo gratuito e coinvolgere tutto il consiglio comunale nelle scelte più rilevanti, come i progetti collegati agli introiti della tassa di soggiorno e di stazionamento. Ridurre il numero delle posizioni organizzative ed azzerare l’indennità di risultato dei dirigenti. E, infine, attivare una Task Force con l’Agenzia delle entrate per la lotta all’evasione.

Quindi, se il sindaco e la sua maggioranza, qualora ancora ci sia, vogliono continuare in via solitaria, facciano pure e si votino queste misure correttive, portando il comune di Agrigento al default, caricandosi le responsabilità del dissesto e non scaricando sui consiglieri comunali responsabilità che non gli appartengono”- conclude Pasquale Spataro.