Asp, dipendente aggredito da un utente: frattura al cranio

Nel pomeriggio di ieri si è verificato un gravissimo episodio di aggressione occorso all’interno del perimetro della cittadella della salute del viale della Vittoria, ai danni di un dipendente dell’Azienda. Con efferata e imprevedibile violenza un soggetto si è scagliato contro un operatore amministrativo in servizio presso gli uffici sede delle commissioni per il riconoscimento dei benefici di invalidità civile provocandogli gravi traumi e ferite.

Il lavoratore, prontamente soccorso, è stato immediatamente trasferito presso il pronto soccorso del presidio ospedaliero “san Giovanni di Dio” di Agrigento dove si trova adesso ricoverato e, pur trovandosi in stato di coscienza, è in prognosi riservata a causa di una frattura al cranio. Lo sconcertante avvenimento suscita sgomento in Azienda e, più in generale, presso tutta la collettività agrigentina.

Il commissario Asp Gervasio Venuti nell’esprimere prioritariamente vicinanza e sostegno al malcapitato dipendente, dichiara: “non è accettabile che il personale delle aziende sanitarie debba essere sottoposto a gravi rischi nell’adempimento del proprio dovere, sia esso un’attività assistenziale o un servizio amministrativo a favore dell’utenza.

Un’aggressione violenta e totalmente ingiustificata come quella subita dal nostro funzionario del servizio invalidi civili, esempio di professionalità e qualità umane, sconcerta e mette in uno stato di grave preoccupazione tutti i dipendenti dell’Azienda che, per la natura e la diffusione capillare dei servizi resi, operano su centinaia di postazioni a contatto diretto dell’utenza. Non possiamo accettare che lavorare per i nostri cittadini, cui ci lega un senso di profondo senso di servizio e vicinanza per la tipologia dei problemi che giornalmente affrontano i nostri dipendenti, possa essere condizionato da episodi irrazionali e imprevedibili, oltre che gravissimi e inaccettabili come quello di ieri.

Lavorare in sanità non può rappresentare un rischio per la propria incolumità fisica. Già si stanno adottando numerosi provvedimenti volti ad aumentare la sicurezza dei nostri operatori e dei cittadini nelle sedi più a rischio, quali i pronto soccorso, le guardie mediche, gli uffici a diretto contatto con il pubblico, attraverso l’installazione di telecamere e altri sistemi di rilevazione elettronica, modifiche strutturali finalizzate alla predisposizione di barriere fisiche e alla razionalizzazione dei percorsi assistenziali, l’introduzione di dispositivi individuali di tracciatura della posizione degli operatori e dei mezzi e di attivazione di segnali di allarme, l’aumento dei servizi di sorveglianza armata.

Tuttavia serve del tempo per la completa riorganizzazione delle strutture e dei servizi e, peraltro, la quantità delle sedi operative, oltre che l’imprevedibilità dei comportamenti di un’utenza talora difficile non consentono di eliminare totalmente il rischio. E’ per questo che è necessario il supporto di tutti gli operatori pubblici che possono efficacemente sostenere la nostra azione, dei cittadini e di tutto il personale a cui va il mio ringraziamento per il difficile lavoro svolto, spesso in condizioni di disagio. Ritengo necessario in alcuni casi riprogettare i percorsi organizzativi che riguardano sia le attività assistenziali che le attività amministrative e di supporto (prenotazioni, scelta e revoca dei MMG e PLS, certificazioni, commissioni mediche, attività ispettive e di verifica, etc.), dando priorità alla presa in carico e all’accoglienza degli utenti, per ottenere vantaggi in termini di semplificazione, efficienza e trasparenza, ma anche, non secondariamente, di sicurezza dei nostri operatori. La mia gratitudine va oggi alle autorità di Polizia che sono intervenute immediatamente ricostruendo i fatti.

L’evento ha avuto dell’imponderabile e non sono state sufficienti a scongiurarlo le crescenti migliorie nel campo della sicurezza di cui si sta dotando l’Asp di Agrigento. Fra queste anche la riattivazione di un presidio di sicurezza presso il pronto soccorso dell’ospedale di Agrigento ottenuta anche grazie alla proficua collaborazione con il questore Maurizio Auriemma.”