Agrigento, Spataro: “Consulta per l’imposta di soggiorno privata del suo ruolo”

Il consigliere comunale di Agrigento, Pasquale Spataro, di Forza Italia, interviene a seguito dell’intervento diffuso dal Comune dopo l’ultima riunione della Consulta per la tassa di soggiorno.

Spataro premette di condividere del tutto la scelta di destinare una parte del ricavo dell’imposta di soggiorno alla Festa di San Calogero, “a salvaguardia e rilancio delle sue straordinarie tradizioni” – afferma – e poi aggiunge: “Il sindaco però deve attenersi alle regole sulle modalità di gestione del gettito dell’imposta di soggiorno. Innanzitutto, le somme ricavate nell’anno 2017 non sono ancora spendibili perché non è stato presentato l’apposito allegato al bilancio di previsione 2017/2019, che è obbligatorio e che avrebbe dovuto prevedere le percentuali di ripartizione del gettito e la sua destinazione, così come impone l’articolo 2, comma 3, del regolamento per l’imposta di soggiorno. Dunque, le somme incassate nel 2017 non potranno essere spese se non dopo l’approvazione del bilancio di previsione 2018/2020, laddove tale strumento contabile preveda l’allegato necessario.

Inoltre, ricorre una circostanza a conferma che la Consulta per la tassa di soggiorno, così come è stata ideata e creata, è solo una ‘longa manus’ del sindaco. Infatti, la delibera di Giunta dello scorso 26 marzo destina le somme alla Festa di San Calogero e solo dopo, il 4 aprile, si riunisce la Consulta, e non prima, come dovrebbe essere per un organo consultivo. Invece, la Consulta, come è evidente, si limita solo dopo, il 4 aprile, ad avallare una scelta già assunta dal sindaco, dall’assessore e dagli uffici finanziari preposti. A cosa serve allora la Consulta? A niente. Ecco perchè la quinta Commissione, composta anche dai consiglieri Civiltà, Galvano e Sollano, ha predisposto un apposito regolamento che istituisce la Consulta del Turismo che assorbe al suo interno la Consulta delle associazioni, e soprattutto attribuisce a tale istituzione quel ruolo terzo di controllo e proposta che non ha l’attuale Consulta. I revisori del Comune – sottolinea e conclude Spataro – esaminino e valutino tali atti, opponendo uno stop a tale modo di amministrare”.