Tre film di Beppe Cino alla Posta Vecchia per gli studenti dell’Empedocle

Presso il Teatro della Posta Vecchia di Agrigento, martedì 6 febbraio, alle ore 10.00, prende il via una breve rassegna cinematografica ideata e diretta da Aristotele Cuffaro e indirizzata agli studenti del Liceo Classico Empedocle.

L’iniziativa evidenzia la funzione del cinema quale strumento di didattica per la formazione e l’apprendimento degli studenti attraverso un viaggio in tre film che invitano alla riflessione, alla ricerca e alla conoscenza degli altri. La rassegna, dedicata al regista siciliano Bebbe Cino, sarà articolata secondo il seguente programma:
– martedì 6 febbraio “In viaggio verso est”
– martedì 13 febbraio “Rosso di sera”
– martedì 20 febbraio “Miracolo a Palermo”

Nell’ultimo dei tre incontri sarà presente il regista Cino il quale dibatterà con gli intervenuti sui contenuti dei film.
Si sottolinea che Beppe Cino è un regista e sceneggiatore di origini nissene diplomatosi in Regia presso il Centro Sperimentale di Cinematografia di Roma. Ha iniziato la propria attività come aiuto regista e collaboratore di Roberto Rossellini nel film “L’età di Cosimo De Medici” esordendo poi come regista per il teatro stabile di Heidelberg con un breve film ispirato dal dramma Juno and the Peacock, di Sean O’Casey. Dagli anni ottanta ad oggi la sua biografia si è arricchita di numerosi lavori cinematografici di qualità tra i quali emergono anche i film di cui sopra in proiezione alla Posta Vecchia. In particolare “C’era una volta Palermo”, scritto e diretto nel 1987 per l’Istituto Luce, è un documentario con la collaborazione al testo di Gesualdo Bufalino. Il film “Rosso di sera”, scritto e diretto nel 1988, rappresenta aspetti drammatici della generazione del ’68 (nel 1988 ha ricevuto il Premio della Stampa Estera nel corso del Festival di Sorrento organizzato da Gian Luigi Rondi).

Il primo film in proiezione,“Un viaggio verso est”, narra di un viaggio compiuto nell’autunno-inverno del 1991 dal fotografo Alex Manetti per documentare tracce di passato, nascita del nuovo, recupero di tradizioni per decenni in silenzio. Ma il viaggio di Alex non si sostanzia soltanto in un itinerario “professionale” bensì nel viaggio di chi, ad Ovest, ha sognato l’utopia che oggi è crollata in tutto l’Est. E’ il viaggio di chi per anni ha creduto che in quella utopia risiedessero giustizia, uguaglianza, libertà. Paradossalmente, è anche il viaggio di chi, da “occidentale”, porta comunque addosso i segni della ricchezza esteriore, i segni della dimestichezza con il denaro, con il consumo, con l’opulenza. Il viaggio, quindi, di una contraddizione. Nella storia vissuta “on the road” lungo le strade di un paese dell’Est, emergono anche il personaggio di Andrej, timido aspirante capitalista, e quello di Iliana, ragazza trasgressiva, innamorata senza riserve dell’Occidente, furibonda verso il passato “comunista” del suo paese, la quale vive una vita “veloce”, “spericolata”, che troverà la sua rapida drammatica conclusione lungo il “viaggio” del nostro protagonista.