Continua a mietere successi la brava attrice agrigentina Vittoria Faro che lo scorso anno abbiamo potuto ammirare nel mito di Medea presso il Teatro Pirandello di Agrigento. Ieri sera, martedì 30 maggio, ha calcato le scene del teatro Vittoria di Roma dove si è svolta la rappresentazione della commedia “Le intellettuali” di Molière, tradotta da Cesare Garboli per la regia di Giovanni Firpo.

L’evento ha costituito il primo spettacolo in concorso nella Rassegna “Salviamo i Talenti – Premio Attilio Corsini 2017”.

Sul palco, oltre alla Faro, gli attori Luigi Biava, Gloria Carovana, Edoardo Coen, Flavio Francucci, Bianca Friscelli, Giulia Trippetta, Antonio Orlando, Xhuljo Petushi, e Carola Wilson Ripani. L’opera, in cinque atti, è l’ultima grande commedia di Molière realizzata in versi e fa parte di quel ristretto numero di lavori che l’autore scrisse per sua necessità espressiva e non per compiacere le esigenze della corte reale. La trama orbita attorno alla famiglia del pauroso Crisalo, spaccata in due dalla mania della moglie Filaminta per la cultura, mentre il matrimonio tra la figlia Enrichetta e l’innamorato Clitandro è minacciato dal sedicente poeta Trissottani e dai consensi che questi riscuote presso il circolo delle Intellettuali. Molière contrappone due diverse visioni all’interno di una famiglia ricca e borghese: da una parte il piacere nel godersi le delizie della vita, dall’altra l’austerità di un’esistenza votata alla sublimazione dell’intelletto. Fedele alle caratteristiche che connotano i suoi lavori, l’autore usa esilaranti equivoci e una galleria di personaggi tipici tratteggiati con spietato realismo, come si evince anche dal personaggio interpretato dalla Faro nel ruolo di Flaminta, fanatica della cultura, severa e austera promotrice di un femminismo ascetico, la quale disprezza la mollezza del marito Crisalo a vantaggio del poeta Trissottani. La donna ha come sue seguaci la figlia maggiore, Armanda, e la sorella del marito, Belisa, con le quali forma il trio delle Intellettuali. Ancora una volta l’attrice ha dato prova della grande passione che, sin da bambina, coltiva per il teatro e che le ha permesso di raggiungere importanti traguardi. Come la stessa ha dichiarato “l’essere attore rappresenta una necessità”, circostanza che si desume dal suo stesso itinerario di vita che dal liceo classico di Agrigento l’ha condotta a Roma e a diplomarsi presso L’Accademia Nazionale d’Arte Drammatica Silvio D’Amico nonché a seguire il Laboratorio di recitazione cinematografica diretto da Sergio Rubini, il Laboratorio di recitazione in versi su “l’Aiace” di Sofocle diretto da Giuseppe Bevilacqua, il Laboratorio di recitazione in poesia e versi diretto da Mario Ferrero., il Laboratorio di recitazione in versi, con studio su ” La Divina Commedia”, diretto da Paolo Giuranna., il Laboratorio di recitazione e composizione diretto da Anna Marchesini, il Laboratorio su “Mimo e Maschera” diretto da Michele Monetta, il Laboratorio di recitazione e improvvisazione teatrale diretto da Rosa Masciopintio, il Laboratorio di recitazione sul “Macbeth” di Shakespeare diretto da Lorenzo Salveti, il Laboratorio di recitazione diretto da Paolo Terrani., il Workshop di improvvisazione e recitazione diretto da Lilo Baur, il Workshop su ” l’ Ivanov” di Chechov diretto da Nicolaj Karpov, il Workshop con Alessandro Fabrizi sul metodo Linklater, il Workshop con Belarus Free Theatre, in collaborazione con Teatro di Roma e le Vie del Festival e, infine, il Workshop con Charlotte Muscko sulla tecnica del ” Site Specific”. Esperienze che si citano tutte, a costo di apparire prolissi, perché sono esplicative di una serie di sudi portati avanti con sacrificio ed abnegazione e fautrici di una carrellata di meritati successi che hanno visto Vittoria Faro interprete di svariate rappresentazioni in varie località italiane. Da sottolineare, in ultimo, che quest’estate l’attrice sarà impegnata nella tournée siciliana della nota rassegna “Teatri di Pietra” a cura del Direttore Artistico Aurelio Gatti che porta avanti da oltre dieci anni rappresentazioni di teatro, musica e danza all’interno di luoghi suggestivi e ricchi di storia.